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Un privato al Romaniacs

Un privato al Romaniacs

Considerata la gara più dura del mondo e giunta ormai alla ventesima edizione, la partecipazione al Romaniacs è probabilmente il sogno di tutti gli amanti dell’hard enduro.

Silver class
Erano anni che aspettavo il momento giusto e quest’anno finalmente è arrivato.
Nel mese di maggio grazie all’ottimo rapporto di amicizia oltre che collaborativo con il “boss” della TTR Thomas Gianotti, ho avuto l’occasione di partecipare e quindi provare per la prima volta questo format di competizioni “rally” alla Xroos Challenge in Serbia.
La formula di queste competizioni “rally” tipo Dakar, consiste in percorsi tracciati su GPS dove la navigazione è una delle componenti della gara.
Il percorso parte dal punto A e arriva al punto B senza mai passare sullo stesso percorso e suddiviso in più giornate di gara. i tempi di ogni giornata vengono sommati tra loro per decretare la classifica finale. Lungo il percorso si trovano delle fettucce appese agli alberi solitamente di colore blu o gialle che indicano la direzione corretta (blu ok – giallo strada sbagliata).
A questo si aggiungono le sezioni tecniche, diverse per difficoltà in base alla categoria scelta.
Le tre categorie principali sono suddivise in: Gold (professionisti), Silver (semi-professionisti) e Bronze (amatori di ottimo livello).
Infine vi sono anche le classi per l’edurista “della domenica”, cioè per chi si vuole divertire a fare la gara senza troppi sforzi fisici e mentali o solamente per turismo accompagnato anche da guide.
Il primo giorno solitamente c’è il prologo, ovvero
un percorso ad ostacoli artificiali a tempo, (tronchi, gomme, sassi, pedane in legno) che determina la lista di partenza della prima giornata di gara. All’evento a cui partecipai in Serbia la gara era suddivisa in quattro giornate e, visto il buon risultato ottenuto (ovvero finire la gara senza intoppi e addriritura con un inaspettato 28esimo posto nella categoria Silver), decisi che il 2023 poteva essere l’anno buono per la mia prima esperienza al Romaniacs. Allora non avevo ancora idea di quello che stavo per fare e di quello che potesse accadermi.
Sulla base dell’esperienza fatta alla competizione
in Serbia, sono partito per la Romania con l’idea di affrontare circa 90 km al giorno stando in sella circa 5 o 6 ore.
Ma il Romaniacs è un’altra cosa…

DOMENICA 23/07/23
La domenica mattina mi incontro con i ragazzi del Team all’uscita del casello Palmanova.
Da Udine parte il mio viaggio per il Romaniacs e, dopo circa 11 ore di viaggio arrivo a Sibiu, cittadina situata al centro della Romania.

LUNEDÌ 24/07/23
La mattina del lunedì ci ritroviamo all’hotel Ramada per svolgere le iscrizioni.
Diversamente dalle gare nazionali qui ci sono mille pratiche da svolgere come la consegna del GPS
e il controllo delle licenze. In caso non foste in possesso della licenza internazionale necessaria
per gareggiare, con la modica cifra di 100 euro
si può fare sul posto. Le verifiche amministrative contemplano anche il controllo dei documenti e dei pagamenti, la consegna del pacco gara con i numeri e i gadget, l’intervista e il servizio fotografico.
Tutto al top, proprio come fossi un pilota professionista.
Durante l’iscrizione, oltre alla gara l’organizzazione offre la possibilità di prenotare vitto e alloggio. Noi per stare tutti assieme, avere spazi più ampi e cibo migliore, abbiamo affittato delle case su Air B&B a prezzi modici.
Nel primo pomeriggio con tutto il team ci dirigiamo presso l’area test (una traccia dedicata) per la prova delle moto e le ultime finiture pre-gara.

MARTEDI 25/07/23
Eccomi al primo giorno di gara, il prologo.
Un percorso ad ostacoli artificiali, praticamente una specie di giochi senza frontiere in stile “Mai dire Banzai”.
Quest’anno gli organizzatori hanno decisamente lavorato tanto, ci sono paraboliche, salti, gomme, piscine e sassi.
Alle ore 7.30 partono le qualifiche della classe Silver e a seguire quelle della categoria Bronze ed Iron.
In base al tempo di qualifica, i primi 35 piloti passano alla finale del pomeriggio.
Ovviamente stare nei primi 30 significa saper fare SuperEnduro molto bene e di certo questo non è il mio caso.
Fortunatamente il percorso è leggermente modificato per difficoltà, in base alla categoria di appartenenza, anche se rimane comunque di un livello particolarmente tecnico e alto.
Riesco a chiudere il prologo nonostante qualche imprevisto di troppo come rimanere bloccato in un intoppo e un front flip nella vasca di sabbia dove ho creduto per un attimo di essere in spiaggia a Rimini con paletta e secchiello.

MERCOLEDI 26/07/2023
Inizia la vera gara.
In base al risultato ottenuto nel prologo, viene stilata la lista di partenza per il primo giorno navigato. Sono previsti 120 km in linea con partenza alle ore 7.30.
La sveglia è alle ore 5.00.
Facciamo colazione e poi impiego un’ora di trasferimento su strada per raggiungere il luogo della partenza.
L’amico Luca si occupa di recuperare i nostri GPS, facendoci guadagnare un po’ di tempo.
Gli ultimi preparativi sono lo zaino con la sacca idrica contenente almeno tre litri d’acqua, un set di attrezzi e qualche ricambio utile da portare con
noi come le leve di scorta per il freno e la frizione
e quella del cambio. Io porto con me anche alcuni integratori energetici per affrontare i momenti più difficili fissando tre Gel sul manubrio e due barrette energetiche all’interno dello zaino.
La cosa bella di partecipare alla gara con un Team esperto come quello di Thomas Gianotti, è che posso concentrarmi solo sulle cose personali perchè alla moto fortunatamente pensano loro.
Finalmente si parte…
I primi 50 km vanno via lisci, solo qualche sezione tecnica non troppo impegnativa e qualche settore guidato su single track che mi portano alla zona dell’assistenza. Venti sono i minuti di pausa dove trovo il tempo per fare rifornimento di carburante eacqua e mangiare un piatto di pasta preparato dai ragazzi del team.
Si riparte e fino a qui, tutto bene…
Ma il vero Romaniacs deve ancora cominciare.
Al km 70 circa mi trovo in un tratto di sottobosco particolarmente fitto ed il meteo inizia a cambiare. Ad un certo punto mi trovo completamente al buio. Non si vede ad un centimetro di distanza, è giorno eppure è notte fonda e per un paio di km guido in queste condizioni. Fuori dal bosco c’è un po’ più di luce ma il cielo ha un colore grigio/nero mai visto prima e non sembra promettere bene.
Da lì a poco imbocco una strada sterrata ed inizia a tuonare. Cadono ovunque forti fulmini, pioggia intensa e persino grandine da rendere impossibile
riuscire a muoversi.
Procedo ad un ritmo lento finchè la traccia mi riporta nel bosco.
Qui inizia una delle parti più complicate della giornata di gara. Una discesa di 100 m con pendenza del 70% fatta di terra bagnata e radici
in contropendenza che si riversa dritta a picco sul canyon di un fiume.
Per un attimo mi chiedo se è intelligente provarci, entrando in questa sezione non c’è ritorno, si può solo proseguire.
Decido di provare conscio che ci sarà da soffrire. Scendo dalla moto ed inizio sotto il diluvio ad accompagnarla piano piano in discesa. I primi metri tutto va bene ma poi la situazione degenera.
La moto parte e fa almeno 40 m scivolando lungo il pendio fino a fermarsi contro un albero.
Io scivolo come posso in questa discesa di fango e una volta arrivato alla moto cerco in qualche modo di spostarla.
La discesa però è troppo ripida e scivolosa e spostare la moto che si è incastrata nell’albero tra il telaio e la ruota anteriore è impossibile. Se non arriva qualcuno ad aiutarmi per toglierla dovrò tagliare l’albero.
Dopo una ventina di minuti di attesa ecco arrivare Didier Rudolf che capisce che se non mi aiuta potrei rimanere qui fermo fino alla prossima edizione. Ovviamente anche lui ha dovuto far scivolare la moto fino al fiume e poi mi ha aiutato ad uscire dall’incastro. Gli devo ancora una birra. Una volta arrivati al fiume lui velocissimo sparisce mentre io mi fermo un attimo a prendere fiato. Esausto penso se riuscirò ad arrivare al traguardo del primo giorno di gara.
Da questo punto in poi è una sofferenza indescrivibile, il percorso è in condizioni a dir poco
estreme e si scivola ovunque.
Se per fare i primi 70 km ho impiegato 5 ore, per fare i rimanenti 50 ne impiego altrettante.
Sono così stanco che non so più nemmeno come mi chiamo. Proseguo a stenti, il fisico è andato ma mentalmente sono ancora determinato, non voglio mollare, voglio arrivare alla fine.
In un tratto in contropendenza trovo un amico spagnolo che già da anni partecipa a questa gara. È esausto e sta malissimo perchè ha bevuto l’acqua del fiume. Tra i tormenti giura che è la sua ultima partecipazione al Romaniacs.
Più avanti trovo un ragazzo australiano con la moto in avaria. Telefono all’organizzazione e invio le coordinate GPS per recuperarlo.
Lo informo che dovrà stare da solo per molte ore prima che arrivino a recuperarlo, al freddo e sotto la pioggia. “Sì si tu vai tranquillo” mi risponde.
Dopo quasi dieci ore di gara arrivo al gonfiabile Redbull, mi sembrava un sogno ma è solo il primo giorno.

GIOVEDI 27/06/23
La sveglia è alle ore 5.00 ed i primi dolori iniziano a farsi sentire.
Stesso trasferimento sino alla zona di partenza, i GPS sono già stati ritirati da Luca, e si parte.
Per il secondo giorno sono 107 i km previsti.
Al breafing avevano annunciato della presenza di qualche sezione tecnica impegnativa nella prima parte del percorso e così è stato.
Per fortuna non ha piovuto e le condizioni sono nettamente migliori del giorno prima.
Parto molto bene e recupero persino una ventina di posizioni. Arrivo all’assistenza per la solita routine con a disposizione 5 minuti in più del giorno
prima in quanto il check point di uscita è a un solo chilometro di distanza.
Non so bene chi ha fatto il calcolo del tempo in quanto mi trovo sulla sponda opposta di un fiume largo 100 metri.
Devo percorrere 200 metri per raggiungere un ponte in ferro largo poco più del manubrio, attraversarlo e guidare sull’argine opposto per altri 300 metri.
Poi è la volta di un ulteriore ponte in legno e risalire una strada dove si è creata una coda infinita.
Per chi deve far classifica non è bello prendere dei minuti di penalità in questo modo.
Finalmente è il mio turno, proseguo e il percorso inizia a salire. Una volta in cima affronto una discesa in comune con la classe Gold.
Passo più di un’ora ad accompagnare lentamente la moto lungo la pendenza.
Non riesco nemmeno a descrivere l’ansia provata nel dover stare attento per ogni centimentro che la moto non mi scappi.
Proseguo e inizio a risalire un bosco enorme sulla schiena di una montagna per un paio di ore, solo e avvolto dalla potenza inquietante di questa foresta. In un punto tecnico del percorso ritrovo Fernando (l’amico spagnolo) intento con un altro pilota a sistemare la moto. Li saluto e proseguo oltre.
Passo questa indenne sezione tecnica e continuo a salire.
L’altitudine aumenta vertiginosamente e ad un tratto mentre sono alle prese con un altro tratto complicato in discesa, ricomincia a piovere.
Sono disperato ma non manca molto, fatico ma alla fine completo la giornata di gara.
Il giorno dopo aprendo Instagram trovo un reel di
Fernando e del suo amico e scopro che non sono mai arrivati al traguardo rimanendo soli per tutta la notte nel bosco.
Mi vengono i brividi a pensare che se fossi arrivato un attimo dopo in quel punto, non sarei riuscito più ad uscire a causa del fondo bagnato e avrei passato anch’io la nottata nel bosco.

VENERDI 28/07/2023
La sveglia è alle ore 4.30 e 129 sono i chilometri previsti per il Day 3.
Visto il buon risultato del giorno precedente decido di partire in anticipo.
Però non sono più pimpante come i giorni precedenti, ho già diciotto ore di moto sulle spalle e le sento tutte. Ho dolori ovunque, mi sembra che un treno mi sia passato sopra.
Si dice che per la categoria Silver questa terza giornata sarà su percorsi più veloci.
Penso che vista l’intensità dei primi due giorni, l’organizzazione voglia farci riposare un pò prima dell’ultimo giorno facendoci fare qualcosa di più scorrevole.
Non facciamo molto trasferimento e già iniziano sezioni tecniche estenuanti.
Ma quando arriva la parte scorrevole mi chiedo? Continuo a risalire e scendere per sezioni tecniche molto dure, il tutto per 70 km fino a che finisco i tre litri d’acqua del mio zaino ed i gel.
La giornata inizia a farsi molto pesante.
Continuo fino al check point 10 dove fortunatamente trovo dell’acqua e un’anguria.
I ragazzi del controllo mi informano che manca ancora un check-point all’assistenza ma che le sezioni tecniche non sono ancora finite.
Affronto 20 km di salite e discese molto tecniche e dure, ho raggiunto il mio limite.
Non sono più lucido con la mente e non riesco nemmeno a sollevare la moto quando mi cade. Quando finalmente arrivo all’assistenza con 8.30 di guida e 90 km percorsi penso che è tutto ok. Ho dato il massimo, è stata una dura e bellissima esperienza e il mio Romanics può terminare qui.

SABATO 29/07/2023
L’ultimo giorno di gara mi sveglio come sempre
allo stesso orario ma con un altro spirito, seguo la gara da spettatore. Avrei potuto ripartire e tentare
di arrivare alla salita finale “Gusterita”, ed essere immortalato sotto il gonfiabile di finisher.
Ma non era certo questo il mio obiettivo, cioè quello di far vedere agli amici la fotografia.
Quello che cercavo il Romaniacs me lo ha già trasmesso ampiamente. È una gara che solo partecipandovi si può realmente capirne l’entità. Rabbia, gioia, dolore e sofferenza sono solo alcune delle emozioni che si provano. La gara è così dura da portare al limite il tuo stato fisico e mentale, un bagaglio importante che mi ha svelato doti personali di cui non ero a conoscenza. Di questo ne sono davvero felice! Qualcuno può pensare che non avendo terminato la gara abbia sbagliato categoria? Può essere, il tutto sta nel capire con che spirito si decidere di affrontare un evento di questo tipo.
Il mio obiettivo da amatore era quello di sfidare la classe amatoriale più dura.
Per cui per me va bene cosi, rimango felice della
mia scelta. Per chi mi chiede se dopo tutta questa sofferenza sarei disposto a riprovarci?
La risposta è sì, questa non è una gara contro il tempo ma una prova contro se stessi.

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