Image Alt
Test moto

Beta Xtrainer 300 – 2023

Beta Xtrainer 300 – 2023

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho guidato una Xtrainer? Troppo oserei dire!
Soprattutto perché da un paio d’anni trovo gusto nell’arrampicare e le mie uscite in enduro sono diventate di pochissimi km

Tentare salite impossibili e spingere la moto anche con la testa (quando necessario) è ormai il must di ogni weekend con gli amici. La nuova Beta Xtrainer stuzzica il mio appetito da diverso tempo per la sua nomea di “scalatrice” per cui quando in Redazione c’è stata la possibilità di provare la nuova 300 YEAR 2023, non mi sono tirato indietro.

Così per una volta ho indossato le vesti di “tester” piuttosto che fotografo, curioso di capire come una motocicletta possa essere versatile al punto da soddisfare il neofita che inizia a muovere i primi passi nell’enduro e allo stesso tempo il pilota esperto che predilige percorsi difficili.


Prima di iniziare facciamo una breve panoramica del nuovo modello.
Nata nel 2016 con una spiccata ispirazione trialistica e proposta nelle cilindrate 250 e 300 cc, la Xtrainer si ritagliò da subito l’apprezzamento di una folta schiera di appassionati del segmento.
Una motocicletta leggera e dinamica, facile da guidare e dal motore sfruttabile, sono alcune delle soluzioni intelligenti adottate che hanno reso unico questo modello, facendo della Xtrainer un vero successo commerciale. Tanto è l’interesse per questo segmento, che il modello MY 2023 è stato aggiornato con interventi volti ad ottimizzare un progetto già consolidato.
Per il 2023 troviamo un telaietto posteriore completamente ridisegnato che ospita nuove plastiche.
Nuova anche la grafica che richiama quella delle sorelle maggiori e dove predomina il caratteristico colore rosso Beta, così come è inedito il design dei convogliatori.


Esteticamente può ingannare l’occhio, ma la Xtrainer è leggermente più piccola di una motocicletta tradizionale da enduro. La sella ha un’altezza da terra ridotta con i suoi 91 cm, (2 cm in meno delle cugine RR) una manna dal cielo per i piloti non troppo alti di statura e per il pubblico femminile.
Il telaio è perimetrale in acciaio molibdeno con doppia culla sdoppiata sopra luce scarico che avvolge il serbatoio.
Questa soluzione (ossia il serbatoio è inserito all’interno del telaio e non lo avvolge come avviene invece sulle RR o sulle classiche moto da enduro) permette alla Xtrainer di avere ingombri contenuti, di essere molto snella all’altezza dei convogliatori e di registrare un peso complessivo di soli 99 kg.


Il serbatoio nero degli anni passati, lascia il posto ad uno trasparente completamente ridisegnato e ora più capiente con i suoi 8,8 litri di capacità.
L’impianto dei freni è Nissin per pompe e pinze idrauliche che stringono dischi Galfer da 260 mm di diametro all’anteriore e 240 al posteriore.
La sella è a sgancio rapido senza l’ausilio di attrezzi che nasconde la nuova batteria al litio e il pratico serbatoio dell’olio del miscelatore automatico.
Pneumatici soft Shinko dalla mescola morbida, paramani, protezione del motore in PVC e ventola di raffreddamento concludono la dotazione di serie.


Passiamo ora alle sospensioni.
All’anteriore troviamo una forcella R16V U.S.D. regolabile con steli da 43 mm.
In testa allo stelo destro troviamo il registro di precarico della molla mentre sul sinistro la regolazione del rebound.
Assente il registro di regolazione della compressione.
Al posteriore troviamo un mono ammortizzatore regolabile nel precarico molla, in compressione e ritorno e che lavora su sistema a leveraggio progressivo.

In questa Xtrainer ci sono molto delle soluzioni adottate sui modelli RR, come la frizione con molla a tazza che rende la leva di azionamento morbida all’uso e i basamenti del motore.
Per ottenere però l’erogazione caratteristica che ha reso celebre questo modello, i tecnici Beta hanno lavorato su ogni fronte, dalla parte termica alla mappatura della centralina sino allo scarico in stile trial. La rotondità del motore è esaltata in questo MY 2023 dal lavoro svolto sulla nuova cassa filtro (sempre di derivazione RR) e dal nuovo manicotto che unisce l’airbox al carburatore.
Tutti questi interventi sono volti ad esaltare l’esperienza di guida e la trattabilità dell’erogazione del motore con relativo aumento del confort di guida. Al manubrio troviamo anche il selettore della mappatura, il simbolo del sole indica una mappa dedicata ai terreni asciutti e la nuvola per l’utilizzo su fondi bagnati.

TEST RIDE

Appena salgo in sella mi rendo conto di quanto questa Xtrainer sia ridotta nelle dimensioni, leggera e confortevole grazie anche a sospensioni sfrenate.
Io che sono alto 175 cm, tocco perfettamente a terra con entrambi i piedi, caratteristica che sa infondere sicurezza, soprattutto nei piloti meno esperti.
L’avviamento è esclusivamente elettrico, ma prima ricordiamoci di aprire la benzina e tirare il pomello dell’aria del carburatore Keihin PWK 36.
Una volta avviata il sound risulta sordo e corposo, questa Xtrainer è anche molto silenziosa.
La risposta al gas mentre scaldo il propulsore è istantanea, il motore sale veloce di giri ma senza essere esuberante.
Mi servono soli pochi minuti per prendere confidenza con questa motocicletta e l’unico aggiustamento è quello di regolare l’altezza del freno posteriore.
Dopo pochi minuti di utilizzo mi dirigo già verso la salita più estrema del percorso.
Si tratta di uno strappo di circa 20 metri molto ripido, caratterizzato da un fondo sabbioso e con macerie smosse in cima. Ciò che rende difficile questa salita è la partenza da fermi e senza rincorsa. Voglio capire se è vero che questa Xtrainer 300 arrampica come dicono.


Mi posiziono bene, carico la ruota posteriore su un piccolo avvallamento che possa agevolare la fase iniziale della partenza e mentre faccio roteare l’acceleratore mi preparo a saltare in piedi caricando tutto il peso sulle pedane.
Prima o seconda marcia?
Con la mia 300 due tempi avrei detto seconda ma l’istinto ora mi dice prima. Faccio salire di giri il propulsore e stacco la partenza.
La Xtrainer mi porta in cima in un baleno, sembra arrampicarsi come avesse gli artigli e nonostante sia equipaggiata di camere d’aria, dimostra un grip eccezionale.
Rimango basito da tanta semplicità su un punto del percorso così difficile. Grazie ad un’erogazione corposa e mai scorbutica, la Xtrainer mi ha portato in cima senza perdere un solo centimetro di trazione. Il motore gira basso e rimane sempre in presa con nessuna perdita di aderenza, nessuna scodata, nessun movimento brusco e nessuna impennata improvvisa.
Sembra di essere sopra un nastro trasportatore, con un tiro costante la Xtrainer si è incollata al terreno e mi ha issato in vetta. Il rovescio della medaglia è quando provo ad affrontare una salita di terra tipica dell’enduro estremo molto lunga e ripida, dove diventa fondamentale acquistare tanta velocità nei primi metri. Questa Xtrainer sale di trazione e non di velocità.
Il propulsore non grida agli alti e tende a “murare” in quanto la curva di potenza è spostata ai bassi regimi per non mettere mai il pilota in difficoltà.


Allo stesso tempo però, questa erogazione mi impedisce di raggiungere quell’inerzia in velocità, tipica di una enduro di pari cilindrata. Ora è il momento di provarla in una situazione di enduro più scorrevole nel bosco e all’interno del fettucciato. Agile e divertente si fa guidare, stupendomi per la sua ciclistica estremamente compatta e per il feeling che sa infondere nei percorsi misti.
Nelle sezioni più veloci e bucate però (soprattutto in staccata) si sente tutto il limite delle sospensioni.
Mi fermo per intervenire sui registri precaricando la molla in modo da avere un avantreno più sostenuto e chiudendo anche l’idraulica di forcella e mono.
La situazione migliora decisamente ma non siamo ai livelli di stabilità e precisione di una enduro classica quando si vuole spingere forte.
La fruibilità del propulsore è il suo più grande pregio, il motore è sempre in presa, non sale di giri bruscamente ma va forte e dimostra una bella coppia che invita il pilota ad accelerare. L’erogazione del propulsore 300 cc non mette mai in crisi spingendo in ogni marcia.

La giornata è volta al termine, vorrei guidare ancora questa moto ma mi accorgo di aver già consumato un pieno di benzina.
Oltre a rivedere il parco sospensioni con una taratura dedicata al nostro peso e velocità in sella, questa Xtrainer a mio avviso necessita di altri piccoli dettagli da migliorare.
Per esempio la posizione dei registri di regolazione della forcella è piuttosto scomoda in quanto dobbiamo utilizzare degli utensili esagonali e il manubrio ne impedisce il libero accesso.
Inoltre è piuttosto scomodo il fatto di utilizzare tre diversi utensili (due chiavi esagonali di diversa misura ed un cacciavite a taglio) per regolare i registri delle sospensioni.

Tutta nuova completamente rinnovata sia nell’estetica che nella sostanza, la Xtrainer si riconferma la motocicletta più trasversale della casa toscana.


Altro dettaglio da migliorare è quello di aumentare la capienza del serbatoio del carburante o di ridurre i consumi per avere una maggiore autonomia.
In conclusione direi “brava Beta”, con questo modello è riuscita ad accontentare i piloti esperti che prediligono i percorsi più difficili (quasi estremi) ma anche l’appassionato o neofita che cerca una moto facile da guidare, poco impegnativa e che permetta di andare ovunque.
Sulla 300 due tempi da enduro che guido attualmente ho lavorato duramente per prepararla ai percorsi estremi.
Gli interventi principali che ho apportato sono una sella ribassata, un peso alloggiato sul volano per ottenere più rotondità nell’erogazione, una nuova testa, un pistone dalla tolleranza risicata e più compresso per avere più potenza ai bassi regimi e una modifica alla frizione per ottenere un comando più morbido e modulabile.
Insomma, senza accorgermene ho acquistato una 300 da enduro e ho fatto di tutto per trasformarla in una Xtrainer. 😉
Meditate gente, meditate! |

Testo: Rodolfo Maraldi – Foto: Matteo Lepri

GALLERY

ENDURISTA MAGAZINE

La prima rivista italiana dedicata interamente al mondo dell’enduro.

Informazioni pubblicitarie

Per la tua pubblicità sulla nostra rivista:

marketing@setteeditori.com

Informazioni tecniche

Per specifiche tecniche inerenti ai nostri spazi pubblicitari:

grafica@setteeditori.com