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Gilera 124 Regolarità Casa – 1966

Gilera 124 Regolarità Casa – 1966

Nel 1915, all’entrata in guerra dell’Italia, Giuseppe trasferì la sua piccola azienda da Milano ad Arcore, in Brianza, dove insediò la sede definitiva di quella che, passo dopo passo, diventerà la moto Gilera.

Naturalmente in quei primi anni del secolo scorso nessuno pensava alla moto come veicolo fuoristrada, anche se, pensandoci bene, le strade di quei tempi erano in realtà per la maggior parte costituite da un fondo naturale, che con la pioggia si trasformava in un pantano.

Le moto Gilera non hanno certo bisogno di presentazioni. A partire dai primi modelli artigianali usciti nel 1909 dall’officina milanese del meccanico Giuseppe Gellera, in corso XXII Marzo 42, fino ad arrivare ai nostri giorni. seppur assorbita dal gruppo Piaggio nel 1968, la Gilera è l’unico marchio italiano a non aver mai interrotto la produzione.


Un’impresa quindi affrontarle in moto. Però, in Gran Bretagna (che alcuni considerano la culla del motociclismo agonistico) dal 1913 si era cominciato a correre la ISDRT o International Six Days Reliability Trial, ovvero quella che diventerà poi la ISDT e che 110 anni dopo chiamiamo ISDE.
Lo sport fuoristradistico era quindi cominciato e il signor Gellera (che nel frattempo aveva cambiato il cognome in Gilera) non si lasciò sfuggire l’occasione di competere personalmente con le sue moto per farle conoscere all’estero.
Nel 1930 e 1931 iscrisse la sua squadra proprio alla Sei Giorni, conquistando subito la vittoria. La Gilera vinse entrambe le edizioni sbaragliando le fortissime squadre inglesi e tedesche.


I successi resero improvvisamente famosa la Gilera in tutta Europa e da quel momento, la presenza del marchio italiano alla Six Days, rimase una costante, insieme al continuo sviluppo delle moto dedicate alla Regolarità, derivate ancora dai modelli stradali di serie.
Il vero salto di qualità avvenne nei primi anni ’70 del secolo scorso, con l’entrata in produzione dei primi magnifici modelli con motore a due tempi a disco rotante. è il 1971 quando la Gilera prova il primo prototipo partendo dal motore 125 a quattro tempi, sul cui basamento montava un gruppo termico a due tempi da 20 CV.


Il telaio però era ancora quello della vecchia Regolarità Competizione del ’68.
Finalmente nel 1973 debutta il nuovo modello due tempi completamente rinnovato.
Insieme a questo esordio, venne costituito “lo squadrone Gilera”, composto dai migliori piloti italiani del momento: Perego, Miele, Brissoni, Gritti, Signorelli e altri.
La squadra italiana partecipò alla Six Days negli Stati Uniti (nel 1973 per la prima volta la competizione si disputò fuori dall’Europa) e i risultati furono subito ottimi.
Nel 1974 la Sei Giorni si disputò in Italia, a Camerino, e al via si presentarono 13 magnifiche Gilera due tempi a disco rotante, che gareggiarono in più categorie, dalla 50 cc alla 175 cc.
Anche se furono i cecoslovacchi, in sella alle Jawa, a vincere Trofeo e Vaso d’argento, tutte e tredici le moto italiane arrivarono al traguardo finale, con buoni piazzamenti di categoria.
Fu la conferma che il prodotto era ottimo e vincente.
Ma, non vogliamo dimenticare anche i tempi più recenti, con le partecipazioni alla Dakar con due vittorie di classe e un assoluto al Rally dei Faraoni, coi piloti Luigino Medardo, Roberto Mandelli e Franco Picco.
Ricordata un po’ la storia del marchio, parliamo ora del modello di questo servizio.

Si tratta di una 124 Regolarità Casa 5 marce, derivante dal modello Giubileo stradale a 4 marce e modificata in casa Gilera (come a quei tempi avveniva per poter partecipare ai campionati di Regolarità). La moto risulta immatricolata per la prima volta nel 1966 nella Repubblica di S. Marino e successivamente reimmatricolata in provincia di Forlì.
Il proprietario attuale (un appassionato collezionista) l’ha acquistata nel 2002 e da allora la conserva gelosamente.
Come dicevo, questo modello è una trasformazione del Giubileo al quale, partendo dal telaio e dal propulsore di base, erano state apportate diverse modifiche meccaniche ed estetiche, per consentirgli di affrontare il fuoristrada.
Dal punto di vista meccanico le trasformazioni più importanti riguardavano il cambio, portato da 4 a 5 rapporti. Le sospensioni furono sostituite con forcelle e ammortizzatori idraulici Ceriani e il mozzo posteriore scomponibile, per facilitare lo smontaggio della ruota durante le gare. Sulla 124 Regolarità Casa sono presenti rinforzi alla parte posteriore del telaio, una protezione della coppa dell’olio, lo scarico e il filtro dell’aria, posizionato in alto sotto la sella, per proteggere l’aspirazione quando si attraversano guadi profondi.
Esteticamente vennero invece modificati il serbatoio, che aveva nella parte centrale superiore un bauletto per gli attrezzi, i due parafanghi in lamiera e il manubrio. In particolare, su questo modello erano state apportate altre due modifiche importanti, dedicate all’uso agonistico esclusivo e ai piloti più esigenti: la forcella Ceriani da 35 mm, detta Competizione, invece che da 32 e lo scarico basso, al posto di quello laterale che veniva montato sul lato destro invece che sul sinistro.
Da notare che la modifica della forcella, se da un lato la rendeva più robusta, da un altro ne diminuiva necessariamente la corsa, per evitare che la moto risultasse troppo alta e squilibrata all’anteriore. Confrontando queste sospensioni con le attuali, la domanda è naturale: ma quanto erano abili e fisicamente forti i piloti dell’epoca?
Non parliamo poi della potenza del motore 4 tempi a 2 valvole, che sviluppava solo 10 cavalli e mezzo a 8500 giri. Quindi, considerati gli oltre 100 kg della moto e un rapporto peso potenza molto basso, non era raro dover spingere il mezzo su mulattiere e sentieri, impossibili da superare con la sola potenza del propulsore.
Nonostante questo limite, comune alla maggior parte delle 4 tempi dell’epoca, la moto era molto apprezzata dai piloti per le sue caratteristiche di maneggevolezza, guidabilità e buon tiro in basso del motore, ben coadiuvato dalla buona rapportatura del cambio a 5 marce.
La 124 Regolarità Casa, godeva anche di una proverbiale robustezza meccanica.
Infatti gli inconvenienti che potevano mettere in crisi la moto erano proprio pochi.
Tra questi, uno era la bronzina della testa di biella che, per colpa di una pompa dell’olio poco efficiente, tendeva a deteriorarsi (problema poi risolto nei modelli successivi con la sostituzione del primo tipo di pompa, con un’altra a doppia mandata) e l’impianto elettrico del fanale posteriore, che a volte andava a massa e causava lo spegnimento del motore.
Oltre a questo, la moto era un classico mulo a 4 tempi.
Aveva anche il pregio di consumare pochissimo, riuscendo a percorrere cento km con soli tre litri di benzina e di costare meno delle concorrenti di quei tempi, soprattutto delle nuove arrivate a 2 tempi. Questo modello fu affiancato nel 1968 dalla 124 RC Regolarità Competizione, con ciclistica migliorata e motore con 1 cavallo in più, ovvero quello su cui si provò il primo gruppo termico a due tempi. Nonostante l’entrata in produzione di questo nuovo modello e il fatto che la Gilera avesse già in linea le 2 tempi a disco rotante, molto più potenti e performanti, la 124 Regolarità Casa rimase in vendita fino al 1975.
Fatto un po’ inspiegabile, tanto che molti modelli rimasero invenduti sia presso i concessionari, che presso i magazzini della fabbrica.
Ma, più o meno nello stesso periodo, furono altrettanto inspiegabili l’abbandono delle corse e la sospensione della produzione dei magnifici e vincenti nuovi modelli a 2 tempi.
Il gruppo Piaggio probabilmente non riuscì a vedere e cogliere l’opportunità di sviluppo, che in quegli anni il settore fuoristrada stava avendo e che seppero invece cogliere molte altre case italiane e straniere.

Termino, ricordando che una Gilera 124 Regolarità Casa, finì nella collezione privata dell’attore Steve McQeen, che la definì la più bella tra le sue moto da Regolarità. |

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