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Sfida all’ultimo respiro

Sfida all’ultimo respiro

Qualcuno afferma che l’età di un uomo è solo una cifra numerica su un documento.
Questo può essere vero e può anche non esserlo. Guidare una pesante motocicletta in off-road, fino a superare i seimila metri di quota, è un qualcosa di oggettivamente difficile. Qualcosa di estremo.
Farlo alla soglia dei 67 anni rende tutto più complicato, un’impresa difficile.
Superati i quattromila metri di altitudine, il mondo in quota comincia a diventare un ambiente ostile per un essere umano.
La scarsa concentrazione di ossigeno presente nell’aria violenta i polmoni e tutto l’organismo.
Da questa quota in su poi, ogni minimo errore nelle delicate procedure di acclimatamento, può diventare molto pericoloso e far pagare a chi si avventura a queste altitudini, un prezzo molto caro. I rischi possono essere potenzialmente gravissimi, anche letali, con complicazioni a livello cerebrale e respiratorio.

Metzeler Karoo4 e BMW R 1300 GS da 0 a 6000 metri di altitudine in meno di 24


Saturazione, battito cardiaco e pressione sanguigna raggiungono livelli d’allarme, insieme ad una rapidissima disidratazione.
Serve attingere le energie da una preparazione fisica e mentale notevole per spingersi a queste altezze con una moto da fuoristrada.
Conviene inoltre saper guidare bene, anzi molto bene per limitare al minimo gli errori e quindi gli sforzi fisici. Per l’altitudine il motore perde potenza, ed elementi come la trazione e la qualità degli pneumatici diventano elementi fondamentali per raggiungere il successo dell’impresa o decretarne il fallimento.
Con queste premesse, nel novembre del 2022 davanti ad una bottiglia di Chardonnay, dopo una giornata di enduro tra i Nebrodi e l’Etna e conversando di imprese e bravate rispettivamente condotte tra Africa, Sudamerica, Mongolia ed Oceania, nacque l’idea.
Con Christof Lischka, vulcanico capo dello sviluppo BMW Motorrad ed altri amici motociclisti, decidemmo di portare a 6.000 metri di altitudine una motocicletta di serie.
L’idea di salire sul vulcano più alto del mondo cominciò a prendere corpo.

Non ci interessava realizzare un record, ma bensì una sfida senza precedenti.
Quella di realizzare un test estremo, pensato per portare una moto eccezionale come la BMW GS 1300 di serie in ogni particolare, equipaggiata dei nostri pneumatici Metzeler Karoo4.
Una sfida per la quale case automobilistiche di grande blasone, hanno dovuto in passato mettere a punto prototipi milionari, corredati da ogni possibile ausilio per il fuoristrada estremo come verricelli, cavi d’acciaio per issare le moto ed altre diavolerie.
Un equipaggiamento ben lontano dalla nostra idea di utilizzare motociclette di serie, come d’altronde la possibilità di utilizzare leggere moto da Enduro come è stato fatto in passato, per cimentarsi in un’impresa simile.

Oltre a questo, per rendere più saporita la sfida abbiamo aggiunto la partenza della nostra spedizione dal livello del mare, cercando di arrivare ai seimila metri entro le 24 ore.
Credo fermamente ai colpi di fulmine, e penso che facciano parte della mia vita.
Fu così quando conobbi mia moglie.
Lei era una ragazzina di quattordici anni ed io ne avevo diciotto. Da allora stiamo insieme come fosse il primo giorno. Fu così anche quando vidi e provai per la prima volta la BMW GS 1300.
A quei tempi era ancora un prototipo ma capii subito che con quella moto avrei avuto il dovere di provare a fare grandi cose. Fui subito colpito dalle sue eccezionali caratteristiche come versatilità, potenza e facilità di controllo anche in fuoristrada, quello tosto!
I suoi livelli di ergonomia poi, abbinati all’eccellente capacità di controllo del motore e alle doti di trazione su ogni fondo, dimostravano il perfetto “dialogo” con i Karoo4, lo pneumatico che rappresenta una delle punte di diamante dell’intero portfolio della gamma Metzeler.


Un radiale talmente evoluto da racchiudere in sè il meglio della tecnologia del Gruppo per il quale lavoro.
Prestazioni spettacolari in fuoristrada in ogni condizione, abbinate ad un comportamento su strada eccezionale anche sotto la pioggia. Notevole se si considera il battistrada dal disegno piuttosto spinto, con tasselli concepiti per una trazione senza compromessi in off-road.
I Karoo4 si rivelano gli pneumatici perfetti per essere abbinati all’elettronica di controllo della BMW GS 1300.
Un grande lavoro a monte e un altrettanto godimento a valle.
E così, con queste premesse in testa, sono riuscito a convincere (anche se in realtà non c’è voluto tantissimo) gli uomini di BMW ed i miei colleghi in Metzeler, a raccogliere questa avvincente sfida.

23 NOVEMBRE, LA SPEDIZIONE

Per mettere in piedi un progetto così importante ci vuole tanta competenza, determinazione ed un’organizzazione meticolosa dove i miei colleghi al Testing e Technical Relation di Metzeler, Vincenzo Bonaccorsi e Gianfranco Bruno, hanno dato il meglio di loro. Nulla infatti è stato lasciato al caso.
Una copertura logistica perfetta per le settimane di acclimatamento in quota negli altopiani dell’Atacama in Cile e un’assistenza tecnica eccellente e professionale in stile Dakar.
Fantasia e competenza nel superamento degli imprevisti giornalieri, come quello di assicurarsi i mezzi d’appoggio ed i rifornimenti dai villaggi più vicini, distanti trecento km di deserto dal campo base.
Garanzia di assistenza sanitaria in ogni condizione e collegamenti satellitari per stare in contatto con il mondo.
Il 23 di Novembre è partita ufficialmente questa avventura.


Nella spedizione Christof Lischka, Karsten Schwers e Michele Pradelli, amici e fratelli nell’avventura.
Il deserto di Atacama è ricco di fascino.
Rimangono vivide nella mente di ciascuno di noi, le soste ai campi base di Campamento San Juan, Laguna Santa Rosa, Laguna verde e gli scouting per attaccare le pareti libere dai ghiacci.
I bivacchi notturni con le cene curate nei minimi dettagli, ci hanno garantito idratazione ed energia. Indispensabili i contatti con l’Università Kore di Enna e l’aiuto del Prof. Barbanti a costante guardia dei nostri cuori e dei nostri polmoni nonostante i 13.000 km di distanza.


Se ripenso a tutto questo ora, mi sembra qualcosa di incredibile.
Dura! È stata davvero dura, ma quando il giorno della partenza, dopo essere discesi al livello del mare sull’Oceano Pacifico, pronti per partire alla conquista del Nevado Ojos del Salado, tutti i mesi di preparazione e tutti i dubbi sulla fattibilità dell’impresa erano già dietro le spalle.
Davanti a noi solo quegli incredibili seimila metri da scalare.
Tutto il resto è storia ed io sono felice di esserne stato parte.

Testo: Salvo Pennisi – Foto: Markus Jahn

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