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Test moto

Davide Soreca INTERVIEW

Davide Soreca INTERVIEW

Lo chiamano Showreca, una parola nata dalla fusione del suo cognome “Soreca” e da “Show”, per la sua spettacolare guida.
Abbiamo scambiato due parole con Davide, curiosi di scoprire qualcosa di più sulla nuova avventura con Kawasaki Italia che dopo tanti anni ha deciso di rientrare nel mondo dell’Enduro che conta.
:: Ciao Davide, ci teniamo innanzitutto a rinnovarti i complimenti per esserti laureato quest’anno campione italiano nella classe 250 2T!
Al di là della vittoria che stagione è stata?
Ciao ragazzi, è un piacere per me esser qui con voi! È stata senza ombra di dubbio una bella stagione dato il risultato finale, ma quando si parla di competizioni non è mai una passeggiata. Il Team era completamente rinnovato sia per staff che struttura e alla prima esperienza nell’Enduro.
Molti degli aspetti che per me potevano esser scontati, ai loro occhi non lo erano ed è stato necessario del tempo prima che si innescassero gli automatismi propri di un Team vincente.


:: Visto l’epilogo della stagione possiamo dire che questi meccanismi si siano messi in moto, probabilmente anche grazie alla tua esperienza ed ai tuoi consigli.
Sì, insieme siamo riusciti a lavorare bene e a centrare il nostro obiettivo. Sulla carta il risultato era abbastanza prevedibile, ma nelle gare nulla è scontato, sia che si gareggi al campionato regionale o a quello mondiale.
Il livello oggi è molto alto e bisogna arrivare mentalmente preparati senza sottovalutare la gara o l’avversario.
È un lavoro per l’appunto di Team con la “T” maiuscola che, quando inizia a coordinarsi, porta a casa il risultato.

“Mi aspettavo una motocicletta dall’anima crossistica, invece sono stati capaci di esprimere perfettamente la semplicità dell’Enduro”


:: Noi di Endurista ti seguiamo da sempre, ma per chi non mastica di competizioni raccontaci il tuo percorso agonistico.
Sono classe ‘95, ho iniziato la mia carriera nel minicross e poi per casualità mio padre venne a conoscenza di una gara di Enduro vicino a casa e mi iscrisse senza che sapessi nulla della disciplina. Ottenni un ottimo risultato tanto che venni contattato dalla nazionale di minienduro per svolgere dei ritiri a Polcanto, famosa pista da motocross nella Valle del Barberino.
Avendo un background da crossista, mi ritrovai ad un livello decisamente superiore rispetto ai miei compagni meno abituati ai salti.
Mi offrirono così di correre l’anno successivo nella classe 50 cc del campionato italiano minienduro, iniziando a porre le basi per il professionismo.
Non mi tirai indietro e fu il punto di svolta.
Iniziai a prestare maggiore attenzione a diversi dettagli che mi permisero di vincere il campionato italiano minienduro nel 2009 e l’europeo nel 2011.
Con la maggiore età è arrivato anche il titolo nel campionato nazionale 125 cc U23 e nel mondiale Youth 2014.
Per concludere quest’anno ho appunto vinto il titolo Italiano 250 cc 2T!

:: Entriamo nel vivo! Dopo averti visto indossare i colori di Honda Redmoto, prima Beta Boano e poi TM, oggi ti ritroviamo “in verde” con Kawasaki. Sei emozionato nell’intraprendere questa nuova avventura con un Team ufficiale?
L’emozione è tanta, soprattutto se penso al fatto che è nato tutto per gioco.
Quest’anno con il Team siamo andati in Svezia e Finlandia ed io li ho aiutati guidando il furgone con l’attrezzatura.
Durante il viaggio di ritorno il clima era teso a causa del risultato non eccellente ottenuto in gara, tanto che abbiamo guidato dalla Svezia fino a casa senza sosta e quasi senza proferire parola. Nel corso della notte per stemperare la tensione e soprattutto rimanere svegli, è sorta da un ragazzo del Team la domanda: “se dovessi scegliere la moto dei tuoi sogni da guidare in gara, quale prenderesti?”.
La mia risposta è stata da subito: “una Kawasaki, è la moto che ho sempre desiderato!”.
Senza indugiare e anche un po’ per gioco, ho preso il computer e nel cuore della notte ho scritto una e-mail a Kawasaki spiegando quale fosse la mia idea e quali sarebbero potuti essere gli obiettivi da perseguire nel 2024 nell’Enduro, un settore a mio avviso in crescita.
Sono quelle e-mail alle quali non dai molto credito, invece da lì a poco sono stato ricontattato ed è iniziato questo progetto.
È stata una vera e propria ventata di motivazione ed ottimismo, tanto che nelle ultime gare ho ottenuto ottimi piazzamenti in sella alla Sherco. Il tutto grazie anche alla serenità e all’entusiasmo che questo progetto futuro mi ha trasmesso.


:: Per te è un ritorno alle origini in quanto hai iniziato la tua carriera di pilota proprio in sella ad una Kawasaki.
Esattamente, ed è anche per quello che sono eccitato e pronto a dare il 100%.

Quando si è bambini si vive di sogni ed il mio all’epoca era quello di riuscire a comprare e guidare un giorno una Kawasaki!
Ed ora il sogno si è avverato, ed eccomi qua vestito di verde.


:: Raccontaci della nuova gamma Enduro di Kawasaki mostrata in anteprima alla Dirt Arena lo scorso novembre.
Le moto presentate sono state la KX250X e KX450X, entrambe 4T.

Siamo ancora agli albori della collaborazione, per cui ho avuto modo di concentrarmi solo sulla cilindrata con cui punto a correre il mondiale, ossia la 250 cc. Questo modello mi ha subito impressionato per la sua semplicità di utilizzo, mi aspettavo una moto con un’impostazione e un’anima più crossistica visto quanto Kawasaki sia impegnata in quel mondo. Invece sono stati capaci di esprimere a pieno la semplicità dell’Enduro.
Vi porto un esempio: il telaio è in alluminio e molti potrebbero pensare che sia una motocicletta rigida. Invece lo sviluppo tecnologico e della ciclistica degli ultimi anni, hanno fatto sì che anche le differenze tra un telaio in alluminio ed uno in acciaio, siano pressoché nulle. Abbiamo parlato con Kawasaki anche della necessità a nostro avviso di introdurre una cilindrata intermedia.
Credo sia fondamentale avere nella gamma, una cubatura che riesca a prendere il meglio da entrambe, ipotizzando così lo sviluppo di un 300 cc 4T, sulla base della KX250X ottenuto utilizzando un cilindro maggiorato.
C’è tanto che bolle in pentola, ma senza divagare posso confermare che Kawasaki ha voluto sviluppare una gamma semplice a partire dalla guida e dalla posizione in sella, ma anche dei comandi, dell’erogazione e della rapportatura del cambio.

:: Gareggerai con la KX250X, quindi raccontaci di questa moto.
Guidandola da poco, per ora di difetti non ne ho individuati.Parlando dei pregi invece ci tengo a sottolineare quanto sia agile grazie alla ciclistica piccola e ad una posizione di guida ottimale, in particolar modo quella dei piedi che sono ben raccordati nel telaio. Anche senza intervenire sulla componentistica originale, semplicemente sedendosi si capisce di aver una moto pronta per le competizioni. Questo aspetto mi ha veramente impressionato, nonostante di moto ne abbia guidate tante! Mi entusiasma la potenza del propulsore in cui il freno motore, nonostante sia un 4T, non è per nulla invasivo. La caratteristica su cui ero più titubante tuttavia era la rapportatura del cambio. Ho passato giorni e notti intere a cercare di individuare la rapportatura più “comoda” per me, perché ogni moto che guidavo aveva la seconda marcia corta o la terza troppo lunga, con il risultato di “litigare” costantemente con il cambio.
Con questa KX250X invece mi sono trovato a mio agio fin da subito: se vuoi entrare in curva in seconda o in terza marcia è indifferente.
Se proprio devo trovare un difetto (se tale si può definire) è che non è la motocicletta ideale per chi cerca una moto “della domenica”.
È una motocicletta molto propensa alle competizioni e quindi per le scampagnate del weekend può risultare “troppo”.

:: A chi è destinata questa gamma?
Questi modelli sono perfetti per chi la domenica va in pista da cross ed in settimana fa Enduro, sono il giusto connubio.
Il cliente medio non deve esser necessariamente un professionista che cerca la prestazione, ma è innegabile che le nuove Enduro di Kawasaki avranno un’anima racing. Al di là di ciò, sicuramente è una gamma di motociclette che un pilota esperto ma anche l’amatore, riuscirà a godersi con facilità in un’uscita tra amici.

:: Il tuo motto è “Team vincente non si cambia”! Cambiano i colori, ma non i collaboratori. Parlaci del tuo Team.
La struttura è la stessa di quest’anno, per cui sarà come rimanere a casa. Cambieranno solo i colori e l’intero staff che mi segue è altrettanto entusiasta della nuova sfida. Abbiamo dovuto ampliare il Team introducendo delle figure chiave in ottica mondial. Bisogna esser ben coordinati per poter affrontare questo tipo di campionato e Kawasaki vuole mostrarsi competitiva e rinnovata nel panorama Enduro.

:: A proposito di obiettivi, quali saranno i tuoi e quelli di Kawasaki per il 2024?
Due anni fa sono riuscito ad ottenere un podio nella categoria E1, pertanto il mio obiettivo è quello di esser competitivo in ogni tappa sperando di raggiungere il podio o esser a ridosso di esso costantemente.

:: I test della gamma si sono tenuti presso Fara Novarese (NO) che sarà anche sede della Kawasaki Dirt Arena. Raccontaci di questo progetto.
Kawasaki voleva un’area dove poter eseguire i test, sviluppare le proprie moto ed organizzare eventi. Il circuito di Fara Novarese calza a pennello. Questo luogo non sarà tuttavia ad uso esclusivo della casa giapponese, ma sarà aperto a tutti coloro che vorranno fare regolare attività motocross ed Enduro, a prescindere da Kawasaki.

:: Recentemente hai sviluppato insieme ad Hakx un nuovo abbigliamento tecnico.
Cosa puoi dirci al riguardo visto che anche noi di Endurista ci siamo affidati a questo partner per la nuova collezione 2024?
Con i ragazzi di Hakx collaboro nello sviluppo della collezione enduro-motocross ormai dal 2021 e solo dopo moltissimi test siamo riusciti ad individuare il materiale idoneo al nostro sport. Il materiale deve essere traspirante e resistente al punto giusto. Sembra facile riuscire a produrre un capo per l’Enduro, ma la realtà è ben diversa. Il tutto è estremamente complesso in quanto nel momento in cui risolvi un problema spesso ne compare un secondo. Esistono poi materiali sempre più all’avanguardia ed è complicato scegliere quello che possa andare bene per il racing e quello invece più consono all’utilizzo amatoriale.

:: Quali sono i requisiti che deve soddisfare l’abbigliamento tecnico?
Bisogna scindere tra l’Enduro racing e quello della domenica. Il pilota professionista cerca un prodotto molto comodo, flex, estremamente traspirante e che sopravviva il tempo di una gara o massimo due. L’amatore invece ha bisogno di un abbigliamento più durevole e al contempo di qualità. In questo senso Hakx è stato in grado di sviluppare un ottimo prodotto in entrambi i casi.

:: Siamo arrivati alla fine della nostra intervista. Grazie ancora Davide per averci dato l’opportunità di raccontare i tuoi progetti futuri con Kawasaki.
Ora non ci resta che augurarti il meglio per la nuova stagione, noi di Endurista faremo sicuramente il tifo per te!
Grazie a voi per l’opportunità, speriamo di riuscire a fare un’endurata insieme il prima possibile! Che lo show abbia inizio!

SCHEDA TECNICA KAWASAKI KX300X

MotoreCiclistica

Motore: monocilindrico 4 tempi
Cilindrata: 296 cm³
Alesaggio x corsa: 85 x 52.2 mm
Rapporto di compressione: 13.5:1
Distribuzione: DOHC, 4 valvole
Alimentaz.: iniez. elettronica Ø 44 mm
Accensione: digital DC-CDI
Trasmissione: 5 velocità
Frizione: multidisco in bagno d’olio
Freni ant.: disco a margherita da ø 270 mm
Freni post.: disco a margherita da ø 240 mm
Sospensione ant.: forcella U.S.D. da 48 mm
Sospensione post.: Uni-Trak con doppia regolazione
della compressione (alta/bassa velocità),
regolazione smorzamento in estensione e del precarico molla
Telaio: perimetrale in alluminio
Avancorsa: 123 mm
Corsa della ruota anteriore: 314 mm
Corsa della ruota posteriore: 316 mm
Pneumatico, anteriore: 90/90-21 54R
Pneumatico, posteriore: 140/80-18 70R
Angolo di sterzata S/D: 42° / 42°

Ciclistica
Dimensioni: L 2,175 x L 820 x H 1,265 mm
Interasse: 1,480 mm
Altezza dal suolo: 335 mm
Altezza sella: 950 mm
Capacità serbatoio: 6.2 litri
Peso in ordine di marcia: 109.2 kg

Testo: Thomas Brazzova – Foto: Press Kawasaki

LA CARRIERA DI SHOWRECA

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