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Test moto

GASGAS EC 450F – 2024

GASGAS EC 450F – 2024

Le rosse GasGas per il 2024 godono solo parzialmente delle innovazioni proposte sui modelli KTM EXC ed Husqvarna Enduro. Nonostante questo il progetto 2021 è stato completamente stravolto, una nuova generazione di motociclette da Enduro con modifiche sostanziali ai telai, propulsori e a tutte le componenti elettriche e meccaniche.
Ma la vera novità per il marchio GasGas è l’ampliamento della gamma Enduro, con l’introduzione di due nuovi modelli 4T, la EC 450F e la EC 500F. Rispetto alla gamma KTM ed Husqvarna che condividono gran parte delle soluzioni adottate, rimane assente per ora solo la due tempi 150 cm3.

Gli appassionati del marchio spagnolo potranno ritenersi comunque soddisfatti dell’ampia gamma proposta con due modelli 2T (EC 250 ed EC 300) e quattro modelli 4T (250 – 350 – 450 e 500).

Bella tutta la livrea in generale e nuovo anche il portatarga che nei modelli passati aveva dimostrato delle fragilità, ora è più ergonomico e robusto.
Partiamo subito a parlare delle innovazioni più eclatanti di questo modello, con un nuovo telaio idroformato e tagliato al laser dalla nuova geometria e con modifiche sostanziali sugli aspetti torsionali e longitudinali di flessione.
Rifinito con una resistente verniciatura a polvere rossa, particolare attenzione è stata posta al nuovo supporto forgiato della testa di sterzo, al sistema di fissaggio del monoammortizzatore e ai fazzoletti di attacco del propulsore che ora ospitano quest’ultimo in una nuova posizione.

Spariscono le viti di regolazione dello sterzo, non vi è più la necessità e la piastra inferiore della forcella va direttamente in battuta sul telaio.
A proposito delle piastre che serrano la forcella, ora sono tutte nuove con un nuovo perno di sterzo e costruite in alluminio ad alta resistenza e lavorate al CNC.
Queste piastre sono bellissime da vedere e curate come fossero ricambi da catalogo Powerparts. Grazie al nuovo design, sono in grado di serrare i foderi della sospensione anteriore in maniera più uniforme rispetto al passato ed agevolare così la scorrevolezza degli steli all’interno dei foderi. Il manubrio può essere regolato sulle piastre per i MY 2024 solo in due differenti regolazioni (ruotando i riser di 180°) e non più su quattro differenti configurazioni come in passato.
Nuove anche le pedane poggiapiedi, ora più ampie e confortevoli e dal design pensato per un miglior smaltimento del fango.
Il mono ammortizzatore WP XACT è stato completamente riprogettato con un’unità ammortizzante più corta di 15 mm e più leggera di 100 g. rispetto alla generazione precedente, il tutto senza variare l’escursione della ruota che mantiene i 300 mm.

Il mono ammortizzatore è abbinato ad un nuovo sistema a leveraggio che, grazie alla nuova geometria e in abbinamento al nuovo telaio, rimane in una posizione più alta rispetto al passato, riducendo drasticamente la possibilità di impattare negli ostacoli più impegnativi.
Tutto nuovo anche il pistone principale, ottimizzato con la CFD (Computational Fluid Dynamics) che migliora il comfort nella prima parte di affondamento garantendo un elevato sostegno.
Altra novità è il fermo della molla sull’ammortizzatore. In precedenza per sostituire la molla era necessario smontare completamente l’ammortizzatore. Ora invece è possibile sfilarla, semplicemente aprendo e rimuovendo il fermo del precarico. Il nuovo forcellone è in alluminio pressofuso, più rigido e leggero rispetto al precedente e dotato di un pattino guidacatena più robusto ed arrotondato per evitare che si impigli nei canali più profondi.
Il perno della ruota posteriore è stato maggiorato a 22 mm, per cui non si potrà utilizzare la ruota posteriore dei modelli passati, se non sostituendone i distanziali.

Il dado del perno posteriore per il 2024 è forato, consigliamo quindi di chiuderlo con un tappo o con una bella iniezione di silicone, per evitare di riempirlo di terra.
Abbiamo parlato molto del monoammortizzatore e poco della forcella in quanto all’anteriore troviamo la WP Open Cartridge Xplor48, che equipaggiava i modelli precedenti.
Sebbene rivista nelle tarature, ci sarebbe piaciuto che anche i modelli GasGas godessero di un aggiornamento importante come quello avvenuto sui modelli Enduro KTM e Husqvarna 2024, che adottano di serie la nuova sospensione anteriore WP XACT a cartuccia sigillata.
Un sistema quest’ultimo in grado di alzare decisamente il livello della performance di guida.
Il telaietto posteriore rimane completamente in alluminio, in totale controtendenza rispetto alle cugine KTM e Husqvarna che adottano un mix di materiali (alluminio per il 40% e poliammide plastico per il restante 60).
Personalmente preferisco 100% alluminio, in quanto in caso di rottura è riparabile e se piegato la maggior parte delle volte è possibile recuperarlo. Il comando della frizione idraulica è Braktec che garantisce livelli di usura uniformi e con un azionamento della leva morbida, in grado di non affaticare il pilota durante le sezioni più tecniche.
Un dettaglio di sicuro interesse per gli appassionati, è che la leva della frizione può essere utilizzata anche per il freno anteriore.
In questo modo durante le nostre uscite in moto, potremo portarci appresso una singola leva di ricambio piuttosto che due.

Cerchi leggeri ad alta resistenza della Excel, pneumatici Maxxis MaxxEnduro, pinze e pompe dei freni Braktec, dischi da 260 mm all’anteriore e 220 mm al posteriore della Galfer, completano la dotazione di serie di questa motocicletta.

Passiamo ora alla parte elettrica, prima di addentrarci nelle novità del propulsore. Il faro anteriore è a Led, e garantisce una luminosità maggiore del 300%.

Nuovo il comando dell’avviamento elettrico posto sulla destra del manubrio, dove in un unico “blocchetto” troviamo anche il tasto dello spegnimento.
Sul lato sinistro del manubrio, troviamo il devio luci e come optional, possiamo istallare il selettore delle due mappe disponibili. Sempre sul selettore ci sono due piccoli pulsanti che permettono l’attivazione del sistema Traction Control e del Quickshifter.
Altra novità dei modelli GasGas 2024 per semplificare tutto ciò che è elettrico, è la nuova OCU, Offroad Control Unit.
Questa scatolina magica posizionata sotto la sella, sostituisce tutti i relè ed i fusibili di vecchia generazione.
Ma veniamo finalmente al cuore pulsante di questa “Big Bore”.
Leggero e compatto, il motore SOHC genera una bella coppia che conferisce alla EC 450F una sensazione di leggerezza durante la guida.
Il cilindro da 449.9 cm³ e il pistone CP con fondo “bridged-box”, contribuiscono ad erogare una potenza e una coppia straordinarie. La testa SOHC è leggera e compatta.
I canali di aspirazione sono stati rivisti per generare una coppia maggiore, mentre la catena di distribuzione ora è forata ed il bilanciere ha un rivestimento DLC per garantire la massima affidabilità.
Il motore della EC 450F utilizza un contralbero multifunzione compatto, per contrastare la forza di rotazione dell’albero motore, riducendo così le vibrazioni. Il cambio è a sei marce e gli ingranaggi sono stati unificati per tutta la gamma sia 2 che 4 tempi.
Questa soluzione è comoda dal punto di vista della reperibilità dei ricambi, ma francamente mi fa un po’ riflettere sulla rapportatura finale.
Se la GasGas EC 450F ha una trasmissione secondaria composta da 13 denti per il pignone e 52 per la corona (tutto sommato nello standard dei modelli passati) la GasGas EC 300 per esempio è assemblata con un pignone da 13 denti ed una corona da 46.
A voi le conclusioni!
Nulla da eccepire per quanto concerne l’affidabilità e la potenza.
GasGas (così come KTM ed Husqvarna) ci ha ben abituati, costruendo propulsori resistenti e potenti, dei veri e propri “muli”.
Caratteristiche fondamentali quest’ultime per chi pratica l’Enduro.

:: Saliamo in sella

Premetto che non sono mai stato un amante delle cubature “importanti”, almeno per quanto riguarda i 4T. La potenza ed il peso dei “bombardoni”, abbinate al mio fisico (70 kg di peso per 175 cm di altezza) mi hanno sempre un po’ intimorito. Preferisco guidare motociclette di minor cilindrata e avere meno cavalleria a disposizione.
Sentir “frullare” il motore mi trasmette da sempre una sensazione di euforia e soddisfazione. Anche la ciclistica deve essere agile!
Quando guido voglio sentirmi padrone della motocicletta, piuttosto che un ospite poco gradito e che, aggrappato al manubrio, si lascia trasportare dagli eventi. Mi piace anche poter recuperare un errore appoggiando il piede a terra per esempio e con una “zampata” evitare di cadere malamente. Questo mio pensiero però, è esclusivamente un retaggio del passato e può essere riservato solo ai modelli di grossa cubatura di diversi anni fa. Nulla infatti è più come prima!

Nuovi telai, nuovi propulsori dall’erogazione più lineare, l’avviamento elettrico e l’aiuto dell’elettronica con l’integrazione dei nuovi sistemi come il Traction Control e la possibilità di selezionare la mappatura più idonea in base al terreno che troviamo durante le nostre uscite di Enduro, hanno reso le grosse cubature accessibili e divertenti.

Lo possiamo facilmente dedurre una volta saliti in sella, per esempio alla GasGas EC 450F 2024.
A primo impatto esteticamente la EC 450F si mostra imponente, sembra grande a vederla ma una volta in sella abbiamo tutto sotto controllo. Bella l’impostazione, non troppo alta di sella in quanto tocco a terra con entrambi i piedi e stretta e affusolata ai lati, davanti come dietro.


Anche nei movimenti a motore spento non risulta pesante, al punto che l’ho messa sulla bilancia incuriosito di conoscerne il peso effettivo in ordine di marcia, ossia con il pieno del carburante e con istallate le mousse. Proprio come la uso quando vado a fare Enduro.
Il risultato è di 120 kg, con il pieno di carburante, in linea quindi con le motociclette di cilindrata inferiore e stesso identico peso della mia GasGas EC 300 2021. È davvero incredibile che oggi le motociclette a 4T, si siano allineate in termini di peso a quelle a 2T, storicamente più leggere per il fatto di avere un propulsore più semplice.
A questo punto non vale nemmeno più la regola di scegliere una tipologia di moto in base al peso, ma solo in base ai gusti e al tipo di percorsi che amiamo affrontare. Pronti via!
Schiaccio il tasto magico e la quattroemmezzo comincia a ruggire.
Tutto sommato il suono è pacato, il grande silenziatore fa il suo sporco lavoro. Bello l’impianto frenante Braktec, non troppo incisivo ma già migliorato rispetto a quelli adottati sui primi modelli. Finalmente ora frena!
Nonostante la grossa cilindrata questa EC 450F si muove agile nello stretto.
La leva della frizione è morbida nell’azionamento e viene facile utilizzarla in sintonia con l’acceleratore per affrontare le situazioni più tecniche.


Affronto le prime mulattiere, sono su percorsi che conosco a memoria, dove ho dato un nome ad ogni sasso e radice. Il propulsore 4T è sempre in presa, anche se scende di giri basta accelerare per riportarlo in quota.
Con la terza marcia si va praticamente ovunque e non è necessario l’uso repentino del cambio.
Il terreno è polveroso e secco come fosse agosto, esco dal sottobosco e mi dirigo in una delle salite più estreme del circondario.
Si cala dentro una frana per poi risalirla di seconda. Vietato togliere il gas nell’ultimo tratto quasi verticale.
Anche in condizioni estreme, il propulsore ti porta in cima grazie ad un’erogazione lineare e la sua ciclistica agile fa il resto.
Basta imprimere una spinta sulle pedane per sentire la reattività del telaio.
Questi “Big Bore” sono diventati alla portata di ogni polso e per ogni tipologia di percorsi.
È il momento di portarla sul veloce, il suo “pane”. Sì perché se nel tecnico la GasGas EC 450F fa divertire e si difende bene, è sugli sterrati veloci e sugli ampi fettucciati che fa letteralmente sbavare.
È troppo divertente uscire con una derapata controllata da una curva e poi appena raddrizzata la moto, spalancare il gas.
Non mette in soggezione la cavalleria ma è comunque presente secondo necessità.
La EC 450F spinge davvero forte e mi gasa buttar dentro le marce a salire senza l’uso della frizione grazie al QuickShifter.
In conclusione posso confermare il fatto che questa 450 è una motocicletta adatta a tutti, dal neofita che si approccia al fuoristrada così come al professionista in cerca della massima prestazione.
Certo è che il meglio lo sa esprimere sul veloce, con questa moto scendono i tempi sul giro grazie sì alla cavalleria, ma anche alla sua stabilità sul veloce e alla facilità con cui entra in curva.
La GasGas EC 450F ha dimostrato di essere in grado di affrontare qualsiasi tipo di percorso, e fa della sua versatilità l’arma vincente.


Possibile che sia tutto così fantastico? Sì, questa EC 450F è davvero sensazionale e ci è piaciuta davvero tanto.
Certo è che il prezzo, nonostante inferiore alle “cugine” Husqvarna e KTM è comunque importante (11.640,00 EURO) e avremmo preferito che fosse equipaggiata con la sospensione anteriore WP XACT a cartuccia chiusa di ultima generazione, piuttosto che una rivisitazione della WP Xplor48.
I freni Braktec vanno bene ma non sono ancora ai livelli della concorrenza. I cerchi in alluminio (non colorati) poi, personalmente non li digerisco, anche perché con i cerchi neri la moto diventa davvero irresistibile.

Insomma, a fronte di un risparmio economico di circa 1.000 euro rispetto per esempio alla KTM EXC 450, abbiamo decisamente molto meno e su componentistica importante come sospensione anteriore ed impianto frenante.
Gli accessori mancano!
Non sono compresi nel pezzo componenti indispensabili come i paramani, un paramotore e il selettore delle mappe.
Presente invece la ventola di raffreddamento.
Il filtro dell’aria è stato aggiornato in forma e dimensioni, per cui scordiamoci di poter riutilizzare quelli dei modelli precedenti.
Così come le varie protezioni dei carter, radiatori e forcellone, ma questo fa parte dell’innovazione.

Certo è, per quanto riguarda l’aspetto qualità queste motociclette sono davvero di altissimo livello, sono le Enduro per eccellenza, in grado di affrontare con disinvoltura le situazioni più estreme tipiche del nostro sport. |

Testo: Rodolfo Maraldi – Foto: Matteo Lepri

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