Image Alt
Test moto

Berghem B09, nata per l’estremo

Berghem B09, nata per l’estremo

La fiaba è questa!
Ci sono due amici grandi appassionati di enduro.
Uno è un ex pilota che ha corso ad alti livelli fianco a fianco ai big della Regolarità negli anni d’oro ed ora, pensionato, taglia e cuce i telai, piega e salda abilmente tutti i materiali.
È anche un esperto motorista e cerca di dare un senso e far funzionare le folli idee dell’altro.
L’altro per l’appunto è un imprenditore con la mania dell’enduro estremo. Quest’ultimo è il creativo, studia, si ingegna, cura l’aspetto estetico della motocicletta e le spara grosse.
Molto grosse! Richieste impossibili che fan venire all’altro, l’ex pilota tuttofare, i capelli sempre più bianchi.
Così, in quindici anni questi due di strada ne hanno fatta, tutta sterrata, impervia ed in salita.
E di merda ne hanno ingoiata tanta, a causa di delusioni e promesse mai mantenute da parte delle varie aziende che si sono proposte di aiutarli, i cosidetti “esperti” del settore off-road.
Ma da quegli stivali sporchi di letame, di sassolini Andrea ed Enrico se ne sono sfilati diversi negli anni. Parliamo di soddisfazioni personali, mai di soldi. Non c’è un prezzo che possa appagare una storia di passione come questa e, come nelle migliori fiabe, da quella officina intrisa di idee, dove la luce rimane accesa spesso per tutta la notte, sono nate ben nove motociclette dedicate all’enduro estremo, una l’evoluzione della precedente.Un percorso difficile ma sempre in crescita, progetti strampalati e soluzioni azzardate, unite a colpi di genio, hanno dato alla luce la Berghem B-09, una moto concepita appositamente per affrontare il territorio dove è nata, le “Valli”, Bergamo e le sue pietre, capitale mondiale dell’enduro difficile.
Un territorio duro che ha saputo forgiare negli anni forti piloti e terra natale di campioni come Alessandro Gritti, Giovanni Sala e Gualtiero Brissoni, solo per citarne alcuni.
Andrea Rizzi ed Enrico Lorini sono i creatori del marchio Berghem e del loro ultimo prototipo realizzato, l’unica moto al mondo nata esclusivamente per la disciplina dell’hard enduro, la B-09.

Ciao Andrea, innanzi tutto ti ringrazio per aver scelto la nostra rivista per presentare in anteprima mondiale la Berghem B-09. Credo che dopo questo articolo, la curiosità per la Berghem aumenterà esponenzialmente e si diffonderà a macchia d’olio per tutto il pianeta. Vorrei però prima di parlare dell’ultima nata, partire dall’inizio e conoscere in sintesi la vostra storia.

:: Chi sono Andrea Rizzi ed Enrico Lorini e come è nata la Berghem?
Grazie a Voi, per noi è un onore dare spazio al nostro progetto sulle vostre pagine.
Io mi chiamo Andrea, sono un imprenditore di 54 anni che da quando ne ha 16 pratica enduro.
Ho corso per vent’anni con buoni risultati e gestito insieme ad altri soci il Team Tosco Racing dal ‘98 al 2001, vincendo praticamente in ogni categoria. Il mio ruolo allora era la preparazione di kit per trasformare dei semplici Kawasaki KLX 250 4T in motociclette capaci di vincere a livello mondiale.
Poi dal 2001 ho costruito diversi prototipi per Valenti Racing. Negli anni a venire io ed Enrico ci siamo appassionati all’enduro estremo e, grazie all’abilità tecnica ed esperienza di Enrico nella lavorazione dei materiali, abbiamo iniziato a costruire i primi modelli. Le nostre moto erano così prestazionali per le gare dell’epoca che nel 2011 partecipammo all’Hells Gate con il pilota italiano più forte del momento, Piero Sembenini.
Facemmo registrare in Speciale dei tempi da brivido, viaggiando sempre nelle prime posizioni e questo ci fece capire le potenzialità del nostro mezzo.

Così snella ai fianchi da poter essere scambiata per una bicicletta da downhill


L’anno successivo con un’evoluzione della moto precedente (una moto da soli 16 cv, 86 kg col pieno di benzina e con installato un motore da trial) sempre con Piero alla guida ci piazzammo sesti assoluti e primi tra gli italiani all’Hells Gate del 2012.
Visto il successo ottenuto prendemmo accordi con HM per la realizzazione di una moto da estremo con telaio in alluminio perimetrale a culla di diamante e motore da trial 310 4T ad iniezione con applicato un cambio da enduro e kit HRC.
Presentata la moto e accordatici sul prezzo, HM divenne improvvisamente irreperibile senza alcun motivo.
Pochi mesi dopo però presentarono la Locusta, una motocicletta con motore cinese da 250 cc 4T, la loro interpretazione del nostro prototipo.
Un flop totale! Questo è solo un esempio dell’arroganza delle varie aziende che abbiamo subito negli anni, tentare di sfruttare le nostre idee e soluzioni gratuitamente, senza riconoscerci nulla.
Su questi tristi argomenti potrei andare avanti per ore a raccontare ma credo che certi comportamenti non siano degni nemmeno di essere scritti.

:: Da dove nasce il nome Bèrghem?
Cercavamo un nome che potesse esprimere l’essenza della nostra motocicletta.
Noi abitiamo a Gazzaniga e le montagne adiacenti a Bergamo sono i territori dove da sempre amiamo praticare l’enduro.
La nostra zona è molto famosa in Italia così come all’estero e patria di molti campioni.
I piloti provenienti da diversi paesi e decine di migliaia di spettatori, accorrevano alla “Valli Bergamasche”, corsa ideata nel secondo dopoguerra e diventata un appuntamento sportivo di carattere internazionale.
La sua nomea era quella di una gara difficile e massacrante, con percorsi di gara capaci di mettere a durissima prova sia le motociclette che la resistenza dei piloti.

Ecco, noi veniamo proprio da qui, ci siamo forgiati su percorsi difficili e per questo motivo è nata l’idea di dedicare il nome dialettale Berghem (Bergamo) ad una motocicletta pensata e costruita per agevolarci nell’affrontare al meglio i percorsi estremi tipici delle nostre zone.

:: Quanti sono i prototipi fino ad ora realizzati e dove sono ora?
Insieme all’amico Enrico, abbiamo costruito ben nove prototipi in quindici anni.
In ogni prototipo realizzato abbiamo alzato sempre più l’asticella, sfruttando l’esperienza fatta sui modelli precedenti ed ottimizzando e migliorando ogni singolo dettaglio.
Tutti i prototipi realizzati sono stati venduti a collezionisti o amici ed il ricavato, è stato reinvestito per creare il modello successivo. “In casa” rimane solo la mia Bèrghem B-01, il primo prototipo realizzato, una motocicletta per l’enduro estremo su ciclistica Honda HM 50 del 2006 e motore Montesa 250 4 tempi da trial.
Nonostante l‘età, a distanza di anni la B-01 si dimostra ancora una motocicletta efficace ed in grado di affrontare qualsiasi tipo di percorso. Dopo tanti anni, oggi ci riteniamo molto soddisfatti perché abbiamo creato un prototipo davvero evoluto, la B-09.

:: Bèrghem e Beta Motorcycle, che tipo di relazione vi lega?
Visti gli ottimi risultati ottenuti nel 2011 all’Hells Gate, con un prototipo che utilizzava un motore usato, al salone di Milano incontrammo un responsabile Beta e gli chiedemmo se fossero interessati ad aiutarci a sviluppare il nostro progetto. Interessati all’evolversi dell’idea, prendemmo accordi per la fornitura di propulsori con la casa di Rignano. Senza il prezioso supporto di Beta Motorcycle, oggi non saremmo arrivati alla realizzazione della B-09.

:: È nato prima l’uovo o la gallina?
Ossia, è nata prima la Bèrghem o la XTrainer?

Crediamo che dopo tanti anni di collaborazione, Bèrghem abbia fornito a Beta Motorcycle gli spunti necessari e le idee giuste per realizzare il loro modello XTrainer, una motocicletta dal forte appeal e grande successo commerciale.
Tuttavia, ci sarebbe piaciuta che venisse commercializzata una versione più racing della XTrainer attuale, così come l’avevamo proposta.

:: Cosa manca secondo te oggi alle moto da enduro?
La disciplina dell’Enduro Estremo sta prendendo sempre più piede. Molti paesi se ne sono resi conto già da anni mentre purtroppo l’Italia è ancora un po’ il fanalino di coda.
Gli ambientalisti e i regolamenti sempre più restrittivi limitano sempre più l’Enduro, a favore di quello Estremo che può essere organizzato in un territorio più circoscritto.

La B-09 utilizza un propulsore Beta Motorcycle RR 300 modificato, che è innegabilmente uno dei migliori della categoria


Inoltre l’Estremo essendo molto spettacolare, è in grado di attirare un maggior pubblico e di conseguenza anche l’interesse dei media e degli sponsor. Purtroppo però (almeno nel nostro paese) il numero dei praticanti dell’Estremo è ancora una piccola nicchia dell’Enduro e questo è un deterrente per le case costruttrici che devono pensare a far quadrare i conti.
Produrre e commercializzare un concetto tutto nuovo di motocicletta (come può essere la Bèrghem B-09) necessita di investimenti importanti.
Io credo che il futuro dell’Enduro sia proprio l’Enduro Estremo ed essere i primi a proporre un nuovo concetto di motocicletta è sì un passo coraggioso per un’azienda ma anche fondamentale se si vuole dimostrare di essere dinamici e innovativi. Un piccolo passo con la Beta XTrainer è stato fatto, ma siamo ancora lontani dalla nostra idea di moto dedicata all’Hard Enduro.
Un tempo, prima che il trial diventasse una disciplina, lo si praticava con moto da enduro.
Poi piano piano le motociclette si sono evolute per rispondere alle esigenze dei piloti e dei percorsi ed oggi, le case costruttrici producono motociclette da trial. Con l’Hard Enduro avverrà a nostro avviso la stessa identica cosa.

: Parlaci dell’accoppiata BErghem e Sonny Goggia
Per noi aver conosciuto Sonny e aver avuto l’onore di farlo correre con la nostra moto è stata un’esperienza fantastica. Ne è nato un rapporto di amicizia e fiducia reciproca che in breve tempo ha portato grandi risultati.
Bastava uno sguardo per capire di quali modifiche alla moto avesse bisogno Sonny e, grazie all’abilità di Enrico che riusciva a soddisfare qualsiasi esigenza, nell’arco di un giorno la moto veniva modificata per i vari test.
Io invece seguivo lo sviluppo della moto accompagnando Sonny sui percorsi, in modo che potessi intervenire sulla moto in tempo reale. Questo ci ha permesso (in collaborazione con Beta) di vincere tutte le gare del Campionato Italiano di Estremo nel 2019 in sella ad una Beta XTrainer. Sempre nel 2019 con una Beta RR 300 concludemmo secondi all’europeo di SuperEnduro e ottimi piazzamenti nel campionato del mondo di estremo, all’epoca Wess.

:: Quanto avete speso e quante ore avete impiegato nella costruzione dei vostri prototipi?
Le ore di lavoro impiegate per costruire le nostre moto sono incalcolabili, parliamo di prototipi unici al mondo il cui prezzo non può essere quantificato completamente con una cifra. Per non parlare poi dei soldi spesi per i materiali impiegati, i ricambi e l’attrezzatura. Credo che in quindici anni di lavoro io ed Enrico abbiamo investito quasi 300.000 euro. Per fortuna abbiamo avuto negli anni il supporto di diversi sponsor e fornitori che ci hanno aiutato nel nostro processo di crescita.

:: Perché secondo te le case costruttrici non prendono in considerazione l’idea di realizzare una moto specifica per l’Enduro Estremo?
Credo che i numeri delle possibili vendite di questa tipologia di moto, attualmente non permettano questo tipo di investimento da parte delle case costruttrici.
Io credo però che ci sia anche una componente di codardia. Le aziende del settore si guardano l’un l’altra aspettando che qualcuno si decida a fare il primo passo. Sicuramente anche il periodo economico difficile non aiuta ad azzardare e ad investire in nuovi progetti, per cui le aziende preferiscono mantenere un profilo basso a discapito dell’innovazione.
Ma l’innovazione nel motorsport è la linfa vitale a cui non ci si può sottrarre.
Questa chiaramente è la nostra visione e non è detto che sia la verità.

:: Cosa è la B-09? Spiegaci il concetto!
Non è una moto da enduro e nemmeno una motocicletta da trial. È una motocicletta da Enduro Estremo in quanto contiene tutte le soluzioni necessarie a renderla tale. Snella ai fianchi, essenziale, leggera ed affidabile.
Robusta dove serve, con soluzioni pensate per poter intervenire facilmente sulla componentistica e risolvere velocemente i problemi meccanici che si potrebbero presentare durante una competizione. Un motore corposo e potente ai bassi regimi, sospensioni dedicate e tantissimi altri dettagli, rendono questa motocicletta l’arma totale per competere nell’Enduro Estremo.

:: Quali caratteristiche deve avere secondo voi una moto per l’enduro estremo?
Vi posso parlare solo di alcuni particolari senza entrare troppo nello specifico se no veniamo copiati (come sempre).
Il nostro telaio è tutto fatto a mano e costruito in acciaio al cromo-molibdeno. Grazie all’elasticità e resistenza di questo materiale, siamo riusciti ad utilizzare tubolari di uno spessore inferiore rispetto alla concorrenza, ottenendo un telaio molto più leggero ed elastico. Inoltre la culla inferiore che abbraccia il propulsore è imbullonata al telaio, donando a quest’ultimo una risposta più elastica durante la guida sui tratti più sconnessi.
Rispetto ad una motocicletta da enduro tradizionale il “passo” è stato accorciato di qualche centimetro e il canotto chiuso di mezzo grado. Grazie al telaio perimetrale il serbatoio è al riparo da possibili urti ed il peso della benzina distribuito centralmente. Sulla B-09 utilizziamo un singolo radiatore centrale di dimensioni maggiorate, protetto ai lati da due scatolati in acciaio del telaio removibili, annullando in questo modo qualsiasi possibilità di rottura per caduta. Una grande elettroventola si occupa di estrarre l’aria calda per evitare il surriscaldamento del motore.
Un altro importante dettaglio è l’attacco alto del sistema a leveraggio progressivo.
Questo permette di avere una maggiore luce da terra e di evitare che il sistema urti o si impigli in un ostacolo. In sostanza la nostra modifica combina i benefici del sistema PDS di KTM, con il comfort e l’efficacia del sistema con biellette.
Sganciando la sella con il pulsante e togliendo le due viti del serbatoio abbiamo il completo accesso a tutti gli organi del motore. La candela per esempio (che nei propulsori a due tempi può giocare qualche brutto scherzo) si può rimuovere da ambedue i lati senza smontare nulla.
In sinergia con l’azienda Scalvini, abbiamo progettato un’espansione più alta che avvolge il telaio. In questo modo il collettore di scarico e la pancia sono meno esposti alle pietre e più difficili da ammaccare. Le curve inoltre sono state studiate per donare alla B-09 un’erogazione il più lineare possibile e con maggiore potenza ai bassi regimi.
Grazie alla collaborazione con la BCA della famiglia Brioschi, è stato possibile realizzare un impianto frenante appositamente per questo impiego. Nello specifico grazie all’esperienza fatta nel mondo delle bici da discesa, la BCA ha raggiunto uno sviluppo sui materiali di attrito, pompe e pinze impressionante.
Ad esempio la pompa anteriore è in ergal e completamente ricavata dal pieno, con la possibilità di cambiare la cartuccia interna in pochi minuti e sostituire i pistoncini con dimensioni differenti per ottenere una frenata più morbida o aggressiva a seconda delle esigenze del pilota e del tipo di terreno.
Anche la pinza anteriore è in ergal e ricavata dal pieno. Rispetto ad una pinza tradizionale ha le dimensioni dei pistoni maggiorate ma soprattutto è esente da dilatazione di apertura quando si va a pinzare forte sul freno anteriore, fornendo sempre la stessa potenza di frenata. Poi c’è il disco anteriore che, grazie alle sue dimensioni (270 mm) e allo speciale trattamento e profilo, offre un ottimo attrito mantenendo le temperature basse, specie nelle lunghe discese che si possono trovare nelle gare estreme tipo Romaniacs. Al posteriore è stato realizzato un disco da 240 mm di diametro e 4 mm di spessore dal disegno e acciaio speciali. Il tutto marchiato Berghem.
Veniamo ora alle sospensioni.
Grazie alla collaborazione di Andrea Moltrasio della Emmea, centro autorizzato Kayaba Factory Technical Touch per ricambi e assistenza, è stato possibile costruire letteralmente su nostre indicazioni delle forcelle a cartuccia aperta da 48 mm e un mono ammortizzatore con quattro regolazioni e stelo da 5 mm.
Il carburatore è un Keihin che ha subito degli interventi radicali rispetto all’originale, per adattarlo al nuovo scarico.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla sella, con l’utilizzo di una spugna più consistente dai profili arrotondati e una cover impermeabile in vellutino liscio e privo di cuciture dal grip impressionante in qualsiasi condizione.
All’interno degli pneumatici abbiamo utilizzato invece delle classiche mousse, le Lucioli, speciali camere d’aria da 7 mm di spessore, particolarmente spesse e resistenti.

:: Cosa manca ora al vostro prototipo e come vorreste migliorarla?
Per migliorare la B-09 vorremmo il supporto di una casa motociclistica che crede nel progetto e che ci aiuti a sviluppare un propulsore basato sulle nostre specifiche.
Altre migliorie potrebbero essere alcuni componenti in carbonio per alleggerire ulteriormente la moto come il telaietto posteriore, un serbatoio da 9,5 litri di capienza ed alcune prese per l’estrazione dell’aria.


:: Perché non partecipate al campionato di Enduro Estremo con un pilota forte?
Purtroppo esclusivamente per mancanza di budget. La realizzazione di ricambi per realizzare un prototipo non è semplice in termine di costi e tempistiche ed i piloti forti, puntano a contratti con aziende che possano offrire un buon supporto generale a livello di squadra e provviste di strutture adeguate. Tutto questo non è alla nostra portata.


:: Dopo la B-09, Seguirà un nuovo prototipo B-10?
La realizzazione di una Bèrghem B-10 inizierà solo al termine dello sviluppo della B-09.
Questo perché sfrutteremo il lavoro fatto per raccogliere più dati possibili per il proseguimento del nostro progetto. Di idee interessanti ne abbiamo ancora tante da sviluppare.


:: Cogliete l’occasione per lanciare un appello al mondo dell’enduro.
Cosa vorreste che succedesse ora?

Ci piacerebbe trovare sponsor, persone e aziende appassionate che partecipino attivamente al nostro progetto.
Imbastire una raccolta fondi anche di pochi euro, da tutti gli enduristi d’Italia (come fanno molti piloti per partecipare alla Dakar) e raggiungere il budget necessario per partecipare al Campionato Mondiale di Hard Enduro 2024 ingaggiando un forte pilota di Estremo che possa portare la Berghem sul podio. è importante per noi raccogliere le idee degli appassionati e le impressioni sul nostro progetto per cui, invitiamo a chi lo desidera di scriverci alla mail: berghemoffroad@gmail.com


:: Siete matti da legare, comunque sia in bocca al lupo!

Testo e foto: Rodolfo Maraldi

GALLERY

ENDURISTA MAGAZINE

La prima rivista italiana dedicata interamente al mondo dell’enduro.

Informazioni pubblicitarie

Per la tua pubblicità sulla nostra rivista:

marketing@setteeditori.com

Informazioni tecniche

Per specifiche tecniche inerenti ai nostri spazi pubblicitari:

grafica@setteeditori.com