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Honda CRE 500 – 2001

Honda CRE 500 – 2001

Non esiste un età precisa per cercare di realizzare il proprio sogno, la cosa certa è che a molti, tra noi motociclisti di una certa età, ad un certo momento torna la voglia di acquistare (o ri-acquistare) la motocicletta che tanto ci faceva sognare da adolescenti.


Tra questi appassionati c’è chi insegue la moto dei propri sogni e chi invece decide di costruirsela come ha fatto Alessio. Alessio Dreoni, toscano di Prato, appassionato endurista da sempre, di motociclette ne ha possedute diverse ma solo una nel corso degli anni ha rappresentato il suo sogno da realizzare, la Honda CRE 500.
Ma non una CR 500 qualunque tra quelle prodotte dalla casa giapponese dal 1984 al 2001 ma bensì una CRE 500 realizzata sulla base ciclistica della Honda CR 250 2007 e motore CR 500 del 2001.
Eccomi quindi sulle colline toscane per incontrare Andrea, fare un giro di enduro insieme e capire com’è nata la sua idea.


Quale scegliere allora?
Come rispondere alla classica domanda che ci viene posta ossia: “ciao Endurista, devo scegliere se acquistare una moto due o un quattro tempi. Voi quale consigliate”?
Vediamo se con questo articolo, grazie all’aiuto di una nostra vecchia conoscenza, Matteo Manenti, riusciremo a darvi una risposta oggettiva, sviscerando pregi e difetti di entrambe le motorizzazioni. A nostra disposizione, Husqvarna italia ci ha fornito due motociclette di ultima generazione di ugual cilindrata, la Husqvarna FE 250 e la TE 250, entrambe MY 2023.

Sono un appassionato di enduro da sempre e la sera, terminato il mio lavoro, mi piace trascorrere il tempo libero armeggiando sui motori e restaurando qualche moto.
La Honda CRE 500 ha da sempre rappresentato il mio modello di motocicletta ideale, probabilmente perché quando ero ragazzino negli anni ’90 era la regina del motocross e crescendo il suo fascino è andato aumentando.
L’idea di assemblare una motocicletta in questo modo mi è arrivata ispirandomi a quello che fece Stefan Everts nel 1998 quando si presentò in gara al mondiale di Namur (Belgio) in sella ad una Honda CR 500 prototipo realizzata sfruttando il motore della CR 500 Factory su ciclistica della CR 250 1998 con la quale correva abitualmente.
Il risultato fu eclatante perché vinse entrambe le manche doppiando tutti i piloti in gara.
Qualche anno fa avevo restaurato una CR 500 del 1993 e quando ho avuto l’occasione di acquistare una CR 500 del 2001, l’ultimo modello prodotto da Honda, ho iniziato subito a pensare come poterla rendere il più possibile utilizzabile anche in enduro.
In questi ultimi anni in molti alloggiano il motore della 500 due tempi nel telaio delle moderne CRF, operazione sicuramente efficace ma che richiede un importante lavoro di modifiche del telaio in alluminio e che, a mio avviso, poco si presta per sfruttare al meglio la moto in enduro.

La mia idea quindi era quella di sfruttare la ciclistica dell’ultima CR 250 due tempi prodotta da Honda, ovvero quella del 2007 accoppiata al motore CR 500 del 2001.
In passato fui proprietario di una CRE 250 2007 e ricordavo bene la sua ciclistica eccellente.
Era davvero incredibile, più entravi forte in curva o nei sassi e più la moto era stabile.
Mi sono messo così alla ricerca di quella moto e quando è arrivata l’occasione giusta l’ho ricomprata. A questo punto avevo tutto, dovevo “solo” capire come alloggiare il motore 500 nel telaio della 250.

Tramite qualche amico sono entrato in contatto con Marco Cocitto, un esperto di queste trasformazioni, ed insieme abbiamo scoperto che montare il motore del 500 2001 nel telaio della CR 250 2007 non era così complicato, anzi!
Nessuna grande modifica ma solo qualche adattamento agli attacchi originali ed il gioco era fatto”.

Una volta eseguito questo “trapianto di cuore” come hai proseguito nella tua opera?

A livello di estetica volevo tenere la moto il più originale possibile, ecco perché le grafiche sono ispirate alla versione del 2007.
Per quanto riguarda il motore diciamo che dovevo cercare di addomesticare il carattere di un lupo in quello di un agnellino.
Tieni presente che il motore della 500 ha circa 68cv e cinque marce…
A mio favore giocava il fatto che la versione 2001 era tra le mezzo di litro prodotte da Honda decisamente più guidabile rispetto alle versioni precedenti prodotte sino al 1988, necessitava solo di alcuni interventi per renderla il più fluida e docile possibile nell’erogazione.
Per far questo ho applicato un distanziale spesso 8 millimetri al pacco lamellare, ho sostituito il carburatore originale con un Keihin da 38 ma con valvola a mezzaluna (l’originale è sempre Keihin ma utilizza una valvola piatta).
E poi su consiglio di amici esperti di 500 ho scelto di utilizzare una marmitta della Pro Circuit al posto dell’originale sempre alla ricerca di una maggior fluidità di erogazione.

Ho completato il mio lavoro modificando l’accensione in modo da poter utilizzare l’impianto luci e sostituendo il serbatoio originale con uno in carbonio con capienza maggiore da 8,5 litri, un litro in più di carburante rispetto all’originale.
A livello di sospensioni ho fatto preparare la sua forcella originale Showa da 47mm, mentre al posteriore ho preferito utilizzare un mono ammortizzatore Ohlins perché lo considero più performante nell’enduro.

:: Alessio, ti faccio i complimenti perché la tua Honda CRE 500 è davvero bellissima e sentirla in moto è come sentire ruggire un leone. Che tipo di enduro riesci a fare con questo gioiellino?

“La moto è molto più guidabile di quanto non si possa pensare, in tanti appena sentono la pèarola “500” si spaventano e rimangono intimoriti ma si sbagliano.
Ti posso assicurare che questo motore è sì potente ma non impossibile da guidare, la sua caratteristica è quella di avere un range di utilizzo veramente ampio, spinge in maniera decisa sin dai bassi regimi e poi non molla mai.
Va guidata in maniera pulita.
Se pensi di volerla domare tirando le marce finisci per mettertela subito per cappello!
Io ci faccio un po’ di tutto e mi diverto parecchio, partecipo a qualche gara del regionale enduro toscano e quando faccio le uscite con gli amici salgo dappertutto senza troppi problemi.
Certo è che la pulizia di guida diventa la parola d’ordine.
Fisicamente è senza dubbi impegnativa e a fine giornata le braccia sono un po’ indolenzite ma la soddisfazione di poter fare enduro con la moto dei miei sogni non ha davvero prezzo”.

:: Bravo Alessio, ancora complimenti per il tuo gioiellino e bravo per aver coronato il tuo sogno da endurista! |on esiste un età precisa per cercare di realizzare il proprio sogno, la cosa certa è che a molti, tra noi motociclisti di una certa età, ad un certo momento torna la voglia di acquistare (o ri-acquistare) la motocicletta che tanto ci faceva sognare da adolescenti.

Tra questi appassionati c’è chi insegue la moto dei propri sogni e chi invece decide di costruirsela come ha fatto Alessio. Alessio Dreoni, toscano di Prato, appassionato endurista da sempre, di motociclette ne ha possedute diverse ma solo una nel corso degli anni ha rappresentato il suo sogno da realizzare, la Honda CRE 500.
Ma non una CR 500 qualunque tra quelle prodotte dalla casa giapponese dal 1984 al 2001 ma bensì una CRE 500 realizzata sulla base ciclistica della Honda CR 250 2007 e motore CR 500 del 2001.
Eccomi quindi sulle colline toscane per incontrare Andrea, fare un giro di enduro insieme e capire com’è nata la sua idea.

“Sono un appassionato di enduro da sempre e la sera, terminato il mio lavoro, mi piace trascorrere il tempo libero armeggiando sui motori e restaurando qualche moto.
La Honda CRE 500 ha da sempre rappresentato il mio modello di motocicletta ideale, probabilmente perché quando ero ragazzino negli anni ’90 era la regina del motocross e crescendo il suo fascino è andato aumentando.
L’idea di assemblare una motocicletta in questo modo mi è arrivata ispirandomi a quello che fece Stefan Everts nel 1998 quando si presentò in gara al mondiale di Namur (Belgio) in sella ad una Honda CR 500 prototipo realizzata sfruttando il motore della CR 500 Factory su ciclistica della CR 250 1998 con la quale correva abitualmente.
Il risultato fu eclatante perché vinse entrambe le manche doppiando tutti i piloti in gara.
Qualche anno fa avevo restaurato una CR 500 del 1993 e quando ho avuto l’occasione di acquistare una CR 500 del 2001, l’ultimo modello prodotto da Honda, ho iniziato subito a pensare come poterla rendere il più possibile utilizzabile anche in enduro.
In questi ultimi anni in molti alloggiano il motore della 500 due tempi nel telaio delle moderne CRF, operazione sicuramente efficace ma che richiede un importante lavoro di modifiche del telaio in alluminio e che, a mio avviso, poco si presta per sfruttare al meglio la moto in enduro.

La mia idea quindi era quella di sfruttare la ciclistica dell’ultima CR 250 due tempi prodotta da Honda, ovvero quella del 2007 accoppiata al motore CR 500 del 2001.
In passato fui proprietario di una CRE 250 2007 e ricordavo bene la sua ciclistica eccellente.
Era davvero incredibile, più entravi forte in curva o nei sassi e più la moto era stabile.
Mi sono messo così alla ricerca di quella moto e quando è arrivata l’occasione giusta l’ho ricomprata. A questo punto avevo tutto, dovevo “solo” capire come alloggiare il motore 500 nel telaio della 250.

Tramite qualche amico sono entrato in contatto con Marco Cocitto, un esperto di queste trasformazioni, ed insieme abbiamo scoperto che montare il motore del 500 2001 nel telaio della CR 250 2007 non era così complicato, anzi!
Nessuna grande modifica ma solo qualche adattamento agli attacchi originali ed il gioco era fatto”.


:: Una volta eseguito questo “trapianto di cuore” come hai proseguito nella tua opera?

“A livello di estetica volevo tenere la moto il più originale possibile, ecco perché le grafiche sono ispirate alla versione del 2007.
Per quanto riguarda il motore diciamo che dovevo cercare di addomesticare il carattere di un lupo in quello di un agnellino.
Tieni presente che il motore della 500 ha circa 68cv e cinque marce…
A mio favore giocava il fatto che la versione 2001 era tra le mezzo di litro prodotte da Honda decisamente più guidabile rispetto alle versioni precedenti prodotte sino al 1988, necessitava solo di alcuni interventi per renderla il più fluida e docile possibile nell’erogazione.
Per far questo ho applicato un distanziale spesso 8 millimetri al pacco lamellare, ho sostituito il carburatore originale con un Keihin da 38 ma con valvola a mezzaluna (l’originale è sempre Keihin ma utilizza una valvola piatta).
E poi su consiglio di amici esperti di 500 ho scelto di utilizzare una marmitta della Pro Circuit al posto dell’originale sempre alla ricerca di una maggior fluidità di erogazione.

Ho completato il mio lavoro modificando l’accensione in modo da poter utilizzare l’impianto luci e sostituendo il serbatoio originale con uno in carbonio con capienza maggiore da 8,5 litri, un litro in più di carburante rispetto all’originale.
A livello di sospensioni ho fatto preparare la sua forcella originale Showa da 47mm, mentre al posteriore ho preferito utilizzare un mono ammortizzatore Ohlins perché lo considero più performante nell’enduro”.

:: Alessio, ti faccio i complimenti perché la tua Honda CRE 500 è davvero bellissima e sentirla in moto è come sentire ruggire un leone. Che tipo di enduro riesci a fare con questo gioiellino?

“La moto è molto più guidabile di quanto non si possa pensare, in tanti appena sentono la pèarola “500” si spaventano e rimangono intimoriti ma si sbagliano.
Ti posso assicurare che questo motore è sì potente ma non impossibile da guidare, la sua caratteristica è quella di avere un range di utilizzo veramente ampio, spinge in maniera decisa sin dai bassi regimi e poi non molla mai.
Va guidata in maniera pulita.
Se pensi di volerla domare tirando le marce finisci per mettertela subito per cappello!
Io ci faccio un po’ di tutto e mi diverto parecchio, partecipo a qualche gara del regionale enduro toscano e quando faccio le uscite con gli amici salgo dappertutto senza troppi problemi.
Certo è che la pulizia di guida diventa la parola d’ordine.
Fisicamente è senza dubbi impegnativa e a fine giornata le braccia sono un po’ indolenzite ma la soddisfazione di poter fare enduro con la moto dei miei sogni non ha davvero prezzo”.

:: Bravo Alessio, ancora complimenti per il tuo gioiellino e bravo per aver coronato il tuo sogno da endurista! |

Articolo a cura di: Angelo Gambino

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