Gilera, un mito italiano

Gilera, un mito italiano

Sul numero 81 di Endurista Magazine, dedicai un servizio alle moto Gilera, descrivendo una delle più famose monocilindriche 4 tempi da Regolarità dell’epoca, la 124 5V, accenando anche ad alcune inspiegabili scelte commerciali fatte dal gruppo Piaggio, che aveva assorbito il marchio Gilera. In particolare spiegavo come nei primi anni ’70 il reparto corse della casa di Arcore avesse avviato i progetti per realizzare una serie di motori a 2 tempi con distribuzione a disco rotante, da installare su telai di nuova concezione e dedicati esclusivamente agli impieghi fuoristrada. Dopo la partecipazione ad alcune gare per testare il prodotto, arrivò il primo importante debutto della squadra ufficiale Gilera alla prima Sei Giorni disputata fuori dall’Europa: quella del 1973 negli Stati Uniti. 

Furono portate in gara due 50 cc (OldratiBrissoni), una 75 cc (Giuseppe Signorelli), tre 100 cc (MagnanegoGavazziPaganessi) e due 125 cc (GrittiFumagalli).
Nonostante la squadra italiana del Vaso d’argento fosse in testa il lunedì proprio con le Gilera, via via la classifica finale vide vincitori i forti cecoslovacchi nel Trofeo e proprio gli statunitensi nel Vaso, con l’Italia decima e ottava, ma comunque nella top ten. Nel 1974 la Six Days si disputò in Italia a Camerino e la Gilera schierò ben tredici moto nelle varie categorie. Seppur non arrivando alla vittoria, nuovamente appannaggio dei cecoslovacchi, tutte le tredici moto conclusero la gara con ottimi piazzamenti, dimostrando la buona affidabilità del prodotto e la sua competitività. In quegli anni la Regolarità volava verso il suo apice e le moto Gilera, erano le più potenti ed affidabili sul mercato in ogni categoria, destinate sicuramente al successo. Ma, i dirigenti del gruppo Piaggio, non vollero dare fiducia al prodotto e ritirarono dalle gare tutte le moto, congedarono i piloti della squadra e sospesero la produzione di quei magnifici gioielli. Potete immaginare la delusione degli appassionati italiani, che si aspettavano di veder prodotti in serie i modelli ufficiali, per poterli acquistare. Fu proprio un gruppo di appassionati piemontesi, che due anni dopo il ritiro, nel 1976, riuscirono a formalizzare un accordo con la Piaggio, per iniziare la produzione in serie di una replica del modello 125 ufficiale.
L’idea era di utilizzare motori, telai ed altri componenti, rimasti abbandonati nei magazzini del reparto corse di Arcore. Nacque così la EL.ME.CA Gilera, ovvero Elettro Meccanica Cafasse, con motore Gilera. La Piaggio impose all’azienda torinese di non usare i colori ufficiali Gilera, ovvero il rosso amaranto del serbatoio e il grigio del telaio e delle fiancate.
Per questo motivo i primi modelli uscirono dagli stabilimenti di Cafasse con un’inedita livrea arancione e il telaio nero, colori che lasciarono perplessi gli appassionati dell’epoca, a cui la moto, dal solo punto di vista estetico, piacque inizialmente poco. Se pensiamo che l’arancione poco gradito a quei tempi, diventerà il colore ufficiale di uno dei marchi più importanti dell’enduro odierno, vien proprio da sorridere. L’arrivo sul mercato del 125 cc suscitò comunque entusiasmo e le vendite non si fecero attendere.
Il prezzo era di 1 milione e 450.000 mila Lire, che per l’epoca era equivalente a quello di altre moto di alto livello, ma non di facile accesso a tutti gli appassionati.
Ebbi in quegli anni più di un’occasione per saltare in sella ad una di queste moto e ricordo ancora bene il bellissimo sound e la corposità del motore, che man mano che salivano i giri, spingeva davvero forte. A quei tempi i 23 CV del motore Gilera, li avevano solo le moto ufficiali. La moto poi era anche bella, con uno stile tutto italiano.
Purtroppo la gloria durò poco, ossia quando la EL.ME.CA esaurì i motori a disposizione.
Non avendo un team di progettisti ed il supporto finanziario adeguato per sviluppare ulteriormente il propulsore e migliorare in generale la motocicletta, dopo pochi anni la EL.ME.CA ed i modelli Gilera sparirono definitivamente dal mercato.

Quella di questo articolo è proprio una di quelle poche EL.ME.CA ancora intatte, oggi completamente restaurata con cura e passione dal proprietario Luciano, mio ex compagno delle scuole superiori ed ex collega di Verbania, sulla sponda piemontese del lago Maggiore.
Luciano partecipa ancora al campionato italiano Gruppo 5 e in occasione della rievocazione storica della Valli Bergamasche, l’ha portata in gara con la livrea ufficiale usata anche dal Racing Team Gilera durante gli anni ’70.

Nonostante trovare i ricambi originali di queste moto, costruite in serie così limitata sia molto difficile, la passione è così grande che non si bada a spese se si devono far costruire pezzi di sana pianta, come avvenuto per il silenziatore e per alcuni componenti interni del motore, completamente rifatto con estrema maestria da Cisco Gavazzi, ex ufficiale Gilera.
E sentirla girare, con quel suo rumore unico, mi ha fatto tornare indietro nel tempo di oltre 40 anni.
Bravo Luciano e bravi tutti quelli che, come lui, recuperano le vecchie moto, facendo rivivere la storia gloriosa che l’Italia ha sempre avuto in questo sport. |

SCHEDA TECNICA: EL.ME.CA GILERA 125


:: Motore

  • Tipologia: monocilindrico 2 tempi  inclinato in avanti di 45° con  distribuzione a disco rotante, cilindro in  lega leggera con canna in ghisa  riportata e testa radiale in lega leggera.
  • Alesaggio e corsa: 54×53,6
  • Cilindrata: 122,7 cc
  • Rapporto di compressione: 13:1
  • Potenza: 23 CV a 9750 g/min.
  • Acccensione: elettronica Motoplat e candela grado termico 280-290
  • Alimentazione: carburatore Dellorto da 32 mm e miscela al 4%
  • Trasmissione: a catena 14 – 58
  • Cambio: ad ingranaggi a denti dritti a 6 rapporti

    :: Ciclistica
  • Sospensione anteriore: idraulica Ceriani da 35 mm e corsa da 200 mm
  • Sospensione posteriore: ammortizzatori a gas Girling o Marzocchi o Corte & Cosso
  • Freni a tamburo: anteriore mozzo conico Grimeca da 125 mm posteriore scomponibile Gilera da 150 mm.

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