STARK VARG

STARK VARG

Il futuro è adesso!

Ne avevo solo sentito parlare.

Seguivo i rumors con la coda dell’occhio e finto disinteresse, senza voler appositamente prestare troppa attenzione. C’è troppo da seppellire, anni di rumore ed esalazioni di benzina bruciata. Oltre vent’anni di off-road adrenalinici ed entusiasmanti, almeno per quanto mi riguarda. Difficile cancellare tutto con un colpo di spugna e ammettere che qualcosa è cambiato. Anzi, che tutto è cambiato per sempre.
Alla fine però è accaduto comunque!
Ho preso il telefono e con Stefano Martini di E-Motion, rivenditore Stark Future per l’Italia, ho organizzato un test ride con le nuove motociclette elettriche dedicate al motocross, le Stark VARG. La location designata è il mio circuito motocross preferito, quella di Porcentico di Predappio. Un circuito “old style” da gas vero, sapientemente pennellato negli anni ’90 su due versanti della montagna. Discese vertiginose, salite e salti da paura, non quelle robe piatte con qualche mucchio di terra in mezzo. Qui chi ci dà il gas fa davvero la differenza!

Questo è un sito web dedicato all’ Enduro per cui vi chiederete perchè parliamo dei modelli elettrici Stark Future dedicati al motocross?

La risposta è semplice, vogliamo prepararvi a quello che sta per arrivare.
Se ancora non ve ne siete accorti, la rivoluzione è già in atto ed inevitabilmente riguarda tutti noi appassionati. È come se un enorme meteorite stesse viaggiando alla velocità della luce verso il nostro pianeta. Qualcuno se ne è accorto, altri ancora dormono. Pronti all’impatto!

Attenzione però, non stiamo parlando di green, di ecologia, di ambiente o di transizione energetica ma di un’alternativa alle classiche motociclette con motore endotermico. Abbiamo già riscontrato troppa ignoranza sui canali social su questo argomento. Nessuno vuole entrare nel merito delle emissioni, dei pannelli solari, dell’eolico o del moto ondoso o di quanto inquinano i cinesi.
Non ce ne frega nulla della politica e dell’economie dei vari paesi, per questi argomenti ci sono testate apposite e sicuramente più preparate ed autorevoli di Endurista Magazine.
Qui scriviamo di off-road e la Stark VARG è definita la motocicletta da cross più potente al mondo! È chiaro il concetto?
Nessuno vi dice di andarci al lavoro, al mare o come ricaricarne le batterie al baretto mentre sorseggiamo un frizzantino. Qui siamo all’interno di un circuito da motocross e la Stark Future (startup spagnola di proprietà svedese) ha vinto la sfida costruendo una motocicletta elettrica in grado di competere a livello mondiale nelle gare di motocross.
Competere e vincere!

L’incontro per il test ride è un giovedì mattina di febbraio. Al mio arrivo al circuito Stefano ha già piazzato due modelli Stark VARG da esporre sotto il gazebo E-Motion e due a disposizione per il test ride. Solo a vederle è uno tsunami in faccia. É la motocicletta più bella e futuristica che abbia mai visto.
Sembra un rendering 3D fuoriuscito dal monitor di un computer o una di quelle bozze sulle moto del futuro, schizzate dalla matita di un designer.
Essenziale, pulita, filante nelle linee e minimale nelle grafiche. Tre le colorazioni disponibili, Rosso Stark, Bianco Neve e Grigio Foresta e due i modelli proposti al pubblico quella da 60 e quella da 80 cavalli. Sì, non è un errore di battitura avete letto bene, 80 cavalli di potenza e non all’albero motore ma bensì alla ruota.
Una totale rivoluzione in termini di design in quanto la mancanza dei radiatori frontali e dello scarico ha permesso di creare un layout minimale in grado di offrire la massima maneggevolezza e controllo. Il telaio è in acciaio al cromo con struttura tubolare ultraleggera, in grado di offrire la massima flessibilità e resistenza.
Stark VARG ha il telaio più leggero al mondo, costruito appositamente per questo modello di moto. Chiaramente non c’è il serbatoio della benzina ma un telaietto anteriore in fibra di carbonio che funziona da convogliatore, utile per dirigere il flusso d’aria verso la batteria, il motore e il radiatore sono situati sotto la sella.

Il reparto sospensioni è full Kayaba, con all’anteriore una forcella Technical Touch a cartuccia pressurizzata con 310 mm di escursione e sistema di smorzamento AOS. Foderi e steli vantano speciali trattamenti per aumentare la resistenza agli attriti e la scorrevolezza. Il mono ammortizzatore, anch’esso completamente regolabile in compressione per le alte e basse velocità, in ritorno e precarico molla, lavora su sistema a leveraggio progressivo.

L’impianto frenante idraulico è affidato a Brembo con dischi Galfer da 260 mm all’anteriore e 220 mm al posteriore.

I mozzi delle ruote sono in alluminio 6082 T6 lavorati a CNC abbinati a cerchi in alluminio aeronautico 7050 T6. Gli pneumatici di primo equipaggiamento sono i Pirelli Scorpion MX32 nelle misure 110/90-19 al posteriore e 80/100-21 all’anteriore. La Stark VARG è curata in ogni dettaglio, senza nulla lasciare al caso. Lo dimostrano le pedane poggiapiedi ricavate tramite fusione e lavorate in uno speciale acciaio inossidabile. Oltre ad essere più leggere di quelle costruite in titanio, le pedane vantano caratteristiche antiruggine, con un grado di resistenza superiore del 40% rispetto al titanio o all’acciaio cromo. Rivoluzionaria la piastra in schiuma a bassa densità, costruita con l’intenzione di proteggere sia il propulsore che il pilota. Quando si affronta un salto, la schiuma assorbe l’impatto riducendo drasticamente il contraccolpo sulle caviglie del pilota, a differenza di un telaio tradizionale che rimane rigido. La piastra paramotore consente anche un notevole risparmio di peso, eliminando la necessità della parte inferiore del telaio. Anche il tendicatena è davvero evoluto.
Grazie ad un meccanismo a scatto, possiamo regolare la tensione della catena velocemente con l’ausilio di una singola brugola.
Veniamo al sodo, ossia ciò che rende elettrica una motocicletta, cioè batteria e propulsore. La batteria da 6.5 kWh, ha un’autonomia pari al pieno
di carburante di una classica 450 cc con motore endotermico. L’involucro leggero in magnesio a nido d’ape, offre un rapporto peso-potenza unico nel mondo del motocross.
Il motore della Stark VARG ha un rapporto peso/potenza superiore a qualsiasi altra moto da cross in produzione, sviluppando 80 cv e 9 cv per kg, erogando una coppia di 938 Nm alla ruota posteriore. Ma come gestire tutta questa potenza a disposizione? La risposta è semplice, con uno smartphone. La Stark VARG è dotata di un dispositivo Android Stark che consente di personalizzare la moto secondo le nostre esigenze.

Lo “Stark VARG Phone” è un telefono a tutti gli effetti e se scollegato dalla moto può essere davvero utilizzato per ordinare un paio di pizze da asporto.
Se alloggiato all’interno del suo case (posizionato sui riser del manubrio) abbiamo un vero e proprio computer di bordo. Attraverso la App Stark VARG infatti, possiamo regolare la curva di potenza, il freno motore e l’effetto volano virtuale, nonché la velocità di ricarica.
Non solo, sempre tramite l’applicazione possiamo creare in modo veloce ed intuitivo sino a 100 mappe e selezionarne cinque a nostra scelta durante la guida, attraverso la pulsantiera posizionata sulla sinistra del manubrio. Per esempio, se solitamente guido motori 4 tempi nella Mappa 1 posso impostare 30 cavalli di potenza e il 100% di invasività del freno motore. Il motore elettrico per sue caratteristiche costruttive non ha il “freno motore” e quello che impostiamo è una simulazione. Se abitualmente guido motori due tempi posso crearmi la Mappa 2 con pochissimo freno degenerativo e aumentare i cavalli a mio piacimento. E così via per le altre mappe sino a 100.

Insomma posso ritagliarmi la moto a mio piacimento come se mi facessi fare un abito su misura da un sarto. Capite il potenziale? Abbiamo 100 motociclette in una.

Come gli attuali smartphone, quello in dotazione con la Stark VARG offre altre numerose possibilità. Per esempio possiamo analizzare i dati di guida come i tempi sul giro, i dati della mappa, la velocità, la forza G, il tempo di trasmissione e il consumo energetico. Possiamo condividere i percorsi o la modalità di guida con gli amici, controllare il livello della batteria, visualizzare una stima dell’autonomia rimanente in base al nostro stile di guida, tracciare o seguire un percorso sul display o utilizzare il cronometro GPS che consente di rilevare i nostri tempi sul giro all’interno di qualsiasi circuito.

Se decido di acquistare la Stark VARG posso scegliere tra due modelli identici sotto ogni aspetto tranne che per la potenza erogata: quello da 60 o da 80 cavalli.
Personalmente consiglio di acquistare il modello da 60 che costa circa 1.000 euro in meno.
Se siete dei “manici da paura” e i 60 CV vi stanno stretti (vorrei davvero conoscere a chi non bastano 60 CV) non dovrete vendere la vostra Stark e acquistare quella più potente ma semplicemente aggiornarne il software. Tutto questo senza passare dall’officina, lo fate da casa come se aggiornaste
il vostro smartphone. Non venitemi a dire che questo non è futuro!

Se vogliamo parlare di vantaggi, la prima cosa che mi viene in mente è la totale mancanza di rumore ed emissioni. Questo non in termini di inquinamento acustico o atmosferico (in quanto io adoro sia l’odore che il sound delle moto) ma bensì la percezione che avranno gli altri di noi appassionati. Una moto silenziosa e che “non inquina”, ci permette di aprire il dialogo con chi da sempre ci ostacola. Sappiamo bene quanti circuiti motocross hanno chiuso negli ultimi anni per motivi di inquinamento acustico e come siamo considerati noi enduristi dagli altri fruitori della montagna. Inoltre l’utilizzo di queste moto elettriche, può aprire nuove opportunità, come organizzare eventi all’interno di palazzetti o persino manifestazioni in aree pubbliche. Un altro punto a favore è la mancanza della manutenzione classica programmata, impegnativa e costosa, tipica delle motociclette con motore endotermico. Oltre al risparmio economico di non dover più acquistare il carburante per le nostre moto, non dovremo nemmeno più pulire il filtro dell’aria o sostituire quello dell’olio in quanto non ci sono. Anche la sostituzione dell’olio sarà limitata a soli 80 ml ogni 35 ore di utilizzo. Dovremo quindi solo preoccuparci di mantenere in un buono stato gli organi di consumo come la trasmissione secondaria (catena, corona e pignone), gli pneumatici, le pastiglie di freni e poco altro.

Il carica batterie è anche il suo cavalletto ed è incluso nel prezzo della moto; ricarica completamente la motocicletta in meno di 3 ore.

In fase di acquisto possiamo scegliere diversi setting delle sospensioni Kayaba, tarate in base al nostro peso e capacità di guida. Insomma non dovremo recarci da un tecnico delle sospensioni per sostituire le molle o tarature (anche qui un bel risparmio). Vista l’assenza di cambio e frizione, possiamo scegliere di acquistare la Stark VARG con il freno posteriore al manubrio, o nella posizione classica a pedale.  Per concludere, in dotazione con la moto abbiamo una valigetta contenente le chiavi dinamometriche dal valore di almeno 400 euro e, ciliegina sulla torta, ben due anni di garanzia! Più che futuro direi che ora siamo passati alla fantascienza!

L’autonomia della batteria potrebbe essere sicuramente per molti appassionati un punto a sfavore. In realtà una carica della batteria è più che abbondante per permetterci di fare un allenamento “vero” di motocross che a mio avviso si traduce in tre manche da 20 minuti, separate da due pause da 15. Se invece ci piace stare nel circuito dalla mattina alla sera a “caxxeggiare” con gli amici, allora dovremo ricaricare la nostra Stark VARG almeno una volta (magari durante la pausa pranzo) attraverso una presa di corrente o con l’ausilio di un poco etico generatore a benzina.
Anche il prezzo non lo ritengo un punto a sfavore, 13.000 euro circa per un progetto di questo tipo, non mi sembrano eccessivi. Dobbiamo tenere in considerazione infatti anche del risparmio economico generale di cui godremo, vista la manutenzione estremamente ridotta e la mancanza di acquisto del carburante. Meno tempo quindi da dedicare alla manutenzione della moto e più tempo per guidarla. La mancanza di rumore e fumo per un pilota di motocross, può essere inizialmente destabilizzante, in quanto viene a meno quella componente adrenalinica tipica del motorsport che da sempre ci accompagna. Ma credetemi, è solo questione di abitudine. Forse l’unico vero svantaggio (almeno in questo primo periodo di transizione) potrebbe essere quello della convivenza dei due propulsori (endotermico ed elettrico) all’interno dello stesso circuito. Potrebbe risultare infatti pericoloso, non sentir sopraggiungere una motocicletta elettrica.

La vera fantascienza sono i due anni di garanzia che la casa offre ai suoi clienti ed un set di attrezzi (chiavi dinamometriche) incluse nel prezzo.

Che vi piaccia o no, la motocicletta elettrica è arrivata di prepotenza nel mondo del motocross, con già ottimi risultati nelle competizioni più importanti.

A mio avviso la Stark VARG e tutti i brand che velocemente si affacceranno al settore, sono destinati a scardinare qualsiasi preconcetto e chiusura mentale. Inutile remare contro, l’ingranaggio è già innestato e nessuno potrà arrestarlo. Per il mondo dell’Enduro invece vedremo cosa ci riserverà Stark Future, in quanto il loro modello è in fase di cottura e i rumors lo danno pronto per settembre 2024.  |

Ero davvero incuriosito di guidare questa motocicletta e ho aspettato con trepidazione il giorno del test ride. La motocicletta esteticamente è davvero bellissima e curata nei dettagli. A livello costruttivo non ho mai visto nulla di simile. La livrea dinamica ed affilata, fa intuire sin da subito il suo carattere racing.

Mi faccio spiegare dai tecnici di E-Motion come funziona la App dedicata.

In realtà in quanto abituato all’utilizzo quotidiano dello smartphone, è tutto immediato ed in pochi secondi sono già in grado di creare e selezionare le mie mappe.
Tutto è semplice, intuibile e sotto controllo. Salgo in sella e la prima cosa che noto è la mancanza del freno posteriore al piede, così come l’assenza della leva della frizione e del cambio.
Su questo modello infatti il freno posteriore è al manubrio e sostituisce la leva della frizione. La motocicletta negli spostamenti da fermo risulta pesante, forse per il trascinamento dei componenti interni del motore elettrico. In realtà il peso sulla bilancia è di 116 kg, quindi qualche kg in più di una tradizionale 450 con motore endotermico con il pieno di benzina.
Tasto verde sulla pulsantiera al manubrio e la Stark VARG è operativa, pronta a partire. Sfioro il gas e muovo i primi metri circondato da un sibilo. Parto con la Mappa 1 che ho impostato a 35 CV di potenza e con il freno motore invasivo al 100%. Con la Mappa 1 cerco di simulare le caratteristiche della mia Honda CRF 450 a carburatore, in modo da non sentirmi del tutto spaesato.

Il circuito è bucato e secco in quanto non piove da mesi. Parto affrontando il salitone di Porcentico e già volo! L’euforia prende il sopravvento, è un’emozione mai provata prima. Viaggio veloce nel silenzio assoluto! Bastano due giri del circuito per essere padrone della Stark VARG a tutti gli effetti e mi sono già abituato anche all’utilizzo del freno posteriore al manubrio. 

Erogazione pulita, lineare con il posteriore incollato al terreno anche in uscita di curva nella polvere.  È estremamente facile andare veloci con questa motocicletta in quanto senza il cambio e la frizione posso concentrarmi esclusivamente sulla guida e su dove mettere le ruote.
Mappa 2: imposto 45 cavalli e freno motore al 50%. Che potenza e che percorrenza in curva. Totale controllo del freno posteriore che aziono con un singolo dito sulla leva e spinte incisive sulle pedane. Un modo nuovo per me di affrontare il circuito in quanto non scelgo più la linea meno disastrata ma quella più veloce perché le buche non si sentono.

Se in salita il motore endotermico soffre sulle sezioni bucate, quello elettrico privo di cinematismi, digerisce tutto con linearità e con una spinta progressiva.

Agilissima nei salti e perfettamente distribuita nei pesi. La Stark VARG presenta un baricentro basso ed ottimizzato, molto vicino alla parte inferiore della gamba.
Questo fa sì che la motocicletta trasmetta una dinamicità e una leggerezza mai provate prima. Mappa 3: 50 CV e poi Mappa 4 con 55 CV e totale assenza del freno motore.
Senza la presenza del freno motore, al rilascio del gas la forcella mi rimane alta permettendomi di sfruttare tutta l’escursione delle sospensioni. Ne consegue che rimango più composto in staccata, meno affaticato e curvo più forte. Follia pura, soprattutto se penso che posso arrivare sino a 80 CV. Ma chi può guidare una moto con 80 cavalli? Scendo di sella euforico, divertito, stralunato!

Mi serve più tempo per metabolizzare tutto questo.

Poi realizzo il tutto, metto la testa tra le mani tormentato da un pensiero. Questa motocicletta è troppo facile da guidare, non stanca il pilota e lo porta ad andare più veloce. Con una moto così possono andare forte tutti! Sono estremamente convinto che con queste motociclette il livello generale all’interno dei circuiti si alzerà in maniera esponenziale.

Mi manca l’adrenalina che trasmette il motore a scoppio, così come il frastuono e l’odore della benzina bruciata. La verità però è che nella disciplina del motocross, il cronometro è l’unica cosa che conta.

Il meteorite ormai ha colpito il nostro pianeta, prepariamoci ora all’inevitabile e progressiva estinzione del motore endotermico.
Almeno per ora, all’interno dei circuiti motocross.

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