DUCATI DESERTX RALLY

DUCATI DESERTX RALLY

Quando pensiamo al deserto, l’immagine che prende forma nella nostra mente è tipicamente quella del Sahara, un’enorme distesa di sabbia color ocra. Dune soffici e sinuose a perdita d’occhio, delineate dal cielo azzurro sfumano all’orizzonte. Ma la parola deserto non significa sabbia. Deriva infatti dal latino “desertus”, assumendo diversi significati tra i quali quello di territorio abbandonato, incolto e disabitato.

Il deserto di Agafay in Marocco, è la location scelta da Ducati per presentare la nuova Ducati DesertX Rally. 

Il deserto di Agafay in Marocco, è differente.

La sabbia del nostro immaginario lascia il posto ad un enorme distesa rocciosa ricoperta di pietre, all’interno di un un ambiente collinare con dune morbide dai toni bianco e ocra. Ed è proprio il deserto di Agafay che si trova ad una trentina di chilometri dalla città rossa di Marrakech, sulle prime alture del massiccio dell’Alto Atlante, la suggestiva location scelta da Ducati per presentare alla stampa internazionale la nuova Ducati DesertX Rally. Arrivati all’Hotel Kenzi Menara Palace, fanno bella mostra di sè all’interno della hall, il prototipo DesertX con cui Antoine Meo (cinque volte campione del mondo di Enduro) ha trionfato al’Iron Road prolog dell’Erzberg Rodeo e la nuova X Rally, arricchita di numerosi accessori.

Poche ma sostanziali le modifiche apportate alla Ducati DesertX per trasformarla nell’accattivante versione Rally.
Partiamo con la ciclistica in quanto il propulsore non ha goduto di modifiche. Il parco sospensioni è full Kayaba con all’anteriore una forcella da 48 mm a cartuccia pressurizzata che sostituisce quella da 46 open cartdridge del modello standard.

Sia i foderi che gli steli hanno goduto di speciali trattamenti volti ad aumentare la scorrevolezza, diminuire gli attriti e la resistenza all’usura. La forcella è totalmente regolabile, possiamo infatti intervenire sulla regolazione della compressione e del ritorno. Anche il mono è Kayaba con un nuovo pistone da 48 mm, completamente regolabile in compressione, ritorno e alte velocità. Inoltre possiamo intervenire anche sul precario della molla senza l’ausilio di attrezzi. Un tocco di stile è dato dalla colorazione gialla della molla. Tutte nuove anche le piastre di sterzo di colore nero, finemente lavorate e nuovo anche l’ammortizzatore di sterzo firmato Öhlins, componente già presente sul modello standard ma ora regolabile. Le ruote rimangono da 21’’ all’anteriore e 18’’ al posteriore ma nella sua metamorfosi rallystica è stato scelto di utilizzare cerchi di colore nero con canali a raggi centrali firmati Takasago Excel. I raggi sono in acciaio al carbonio ed i mozzi alleggeriti e ricavati dal pieno. Gli pneumatici di primo equipaggiamento sono le Pirelli Scorpion Rally STR ma qui in Marocco, per godere al massimo delle prestazioni di questa Rally, utilizzeremo le Scorpion Rally (no STR) modello con i tasselli più pronunciati e con le camere d’aria all’interno. L’escursione delle sospensioni è stata aumentata di 20 mm, (250 mm all’anteriore e 240 mm al posteriore) ne consegue un’altezza sella maggiorata, portata a 910 mm da terra e una luce da terra di 280 mm. Un po’ alta di sella, soprattutto per me che sono 175 cm. Possiamo però customizzare la nostra DesertX Rally acquistando una sella più bassa, portando l’altezza a 88 cm.

Sempre parlando della sella, ora è un pezzo unico (come si usa nel fuoristrada) in modo da poter sfruttare tutta la sua superficie e avere la massima fluidità negli spostamenti durante la guida. L’imbottitura è confortevole mentre la cover non fornisce tanto grip e risulta un po’ scivolosa. Rimanendo in tema off-road, è molto interessante il paramotore in carbonio forgiato, leggero, protettivo e anche molto bello da vedere. Come nella versione standard l’impianto frenante è affidato a Brembo con all’anteriore un doppio disco semi flottante da 320 mm e al posteriore un disco da Ø 265. La leva del cambio è ricavata dal pieno, così come quella del freno posteriore che può essere anche regolata in altezza, semplicemente ruotando con le mani il puntale su due diverse altezze. Bello il cupolino trasparente che, anche se fisso e non regolabile, trasmette una sensazione di leggerezza e ampia visibilità.
Bello anche il doppio faro a Led anteriore, chiaramente ispirato alle mitiche motociclette dakariane di qualche anno fa.
Dettaglio degno di nota è sicuramente il parafango anteriore alto che sostituisce quello basso del modello standard. Essenziale per l’utilizzo in Enduro, pulito e ben rifinito, il parafango alto in stile cross caratterizza questa Rally per lo scopo per cui è nata, ossia l’off-road più impegnativo. Facili ed economiche da sostituire, come nelle motociclette da cross le robuste decals adesive personalizzano e proteggono questa Ducati DesertX Rally.

Il serbatoio da 20 litri di capienza rimane un po’ esposto in caso di caduta, per questo motivo come optional Ducati mette a disposizione dei suoi clienti un tubolare in acciaio protettivo che lo avvolge, così come una speciale protezione a rete per i radiatori. Oltre al parafango alto, altro elemento distintivo di questa versione Rally della DesertX è il telaietto posteriore smontabile e di colore rosso. Il propulsore Desmo bicilindrico da 937cc e 110 CV, non ha goduto di modifiche in quanto già altamente performante mentre, particolare attenzione, è come sempre stata rivolta all’elettronica. Sei i Riding Mode disponibili (Touring, Urban, Wet, Sport, Enduro, Rally), ognuno di esso customizzabile secondo le nostre esigenze tramite la pulsantiera al manubrio ed il display TFT da 5” con orientamento verticale.

Come va!

Il nostro test si sviluppa per 280 km di cui 200 di off-road, la condizione ideale per saggiare il carattere di questa X Rally. Muoviamo i primi km su asfalto dove con impostata la mappa “Touring” da 110 cavalli, la DesertX ci fa godere di ogni singolo metro percorso. Viaggiare su strada con questa motocicletta è un’esperienza unica, chiara dimostrazione dell’esperienza maturata nel settore dall’azienda di Borgo Panigale.

Confortevole, agile e sinuosa nei movimenti nonostante la potenza brutale. Tutto è sotto controllo.

Sia la triangolazione di sella manubrio e pedane che la posizione e regolazione dei comandi, sanno mettermi a mio agio durante la guida nonostante gli oltre 230 kg di peso con il pieno di carburante. Il serbatoio durante la guida da seduto rimane un po’ invasivo per le sue dimensioni, il che mi porta a tenere le ginocchia un po’ aperte. Anche per la mia statura di 175 cm per 70 kg di peso, condurre questa motocicletta è un gioco da ragazzi. L’altezza sella non mi mette in particolare difficoltà durante la guida, se non negli spostamenti da fermo dove 10 cm in più di gamba mi sarebbero certamente tornati utili. Quanta tecnologia applicata a questa DesertX Rally, volta a soddisfare i più alti standard di sicurezza e le massime performance durante la guida. Traction Control, Wheelie Control, Engine Brake Control, Cornering ABS, Quickshifter Up&Down e Cruise Control. La versatilità di questa motocicletta si rispecchia nei sei Riding mode, di cui due dedicati specificatamente all’esperienza di guida in off-road: Enduro e Rally.
È venuto il momento di mettere le ruote su sterrato. Usciamo dall’asfalto e percorriamo alcune piste che attraversano piccoli villaggi rurali. Qui la vita si svolge come in Italia sessant’anni fa, sembra di fare un salto indietro nel tempo.

Tutto è estremamente avvincente, caotico e di una bellezza smisurata.

Imposto la mappa Enduro che grazie all’erogazione docile dei suoi 75 cavalli, si dimostra perfetta per questo tipo di situazione, ossia terreni sconnessi ma con velocità moderate.
È un primo assaggio di fuoristrada, indispensabile per prendere confidenza con la moto, rompere gli indugi schivando polli, carretti trainati da asinelli e cani randagi. Le motociclette di questa mole mi mettono sempre in soggezione ma è solo un sentimento iniziale. Quando capisco che questa DesertX Rally non mostra mai reazioni improvvise e si fa condurre facilmente con pochi e semplici spostamenti del corpo, il viaggio prende un’altra dimensione e il divertimento nella guida si fonde con la bellezza dei panorami marocchini.

Le pedane poggiapiedi sono arretrate e quelle per il passeggero sono removibili.

Sono convinto che anche con un ospite in sella non avrei problemi ad affrontare queste piste polverose. Ci lasciamo alle spalle i villaggi e ci addentriamo nel deserto di Agafay.
Qui il territorio è immenso, è il parco giochi del fuoristrada. Alziamo il ritmo così imposto la mappa Rally e con i suoi 110 cavalli, il divertimento lascia il posto all’adrenalina.
Davvero facile giocare tra i vari Riding Mode e grazie all’intuibile pulsantiera posizionata sulla sinistra del manubrio, imposto il Traction Control su livello 1 che mi permette di fare alcune derapate controllate, senza mai prendere rischi eccessivi.
Avevo già avvertito la bontà del reparto sospensioni sul guidato lento ma ora che siamo su piste veloci, le Kayaba possono esprimersi in tutto il loro potenziale.
Assorbono perfettamente tutte le asperità senza mai mettere in crisi le braccia. Molto scorrevole nella prima parte di escursione, la forcella tende a murare in fase di atterraggio dai salti, senza mai raggiungere il fine corsa. Il posteriore invece sembra troppo sfrenato in compressione così mi fermo e chiudo il registro di qualche click. Ne approfitto anche per frenare un po’ l’ammortizzatore di sterzo, voglio un binario sotto il sedere in queste piste prettamente dritte e veloci. Mi accorgo del feeling che questa Ducati DesertX Rally sa infondere durante la guida, quando a velocità sostenute comincio a guardarmi intorno e a godere del paesaggio e non più lo sguardo solo rivolto a pochi metri davanti alla ruota. Questo si che è viaggiare, un bilanciamento generale di riferimento ed un motore infinito in grado di esaltare al massimo l’esperienza di guida. Una motocicletta versatile e tecnologicamente avanzata questa DesertX versione Rally, arricchita di una componentistica di altissimo livello a giustificare il prezzo di vendita di 22.490 euro al pubblico (circa 5.000 euro in più del modello standard). 

L’emozione di esplorare un deserto in moto è riservata solo a chi è in grado  di guidare una motocicletta da fuoristrada e a pochi altri. Con questa DesertX Rally, Ducati entra di prepotenza nel mercato del fuoristrada e come da sempre ci ha abituato, lo ha fatto in grande stile. |

Motore

• Propulsore: Testastretta 11°, Bicilindrico a L, Distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro
• Cilindrata: 937 cc
• Alesaggio: 94×67,5 mm per corsa
• Compressione: 13,3:1
• Potenza: 110CV (81kW)
• Coppia: 9,4 kgm (92 Nm)
• Alimentazione: iniezione elettronica, corpi farfallati Ø 53 mm con sistema Ride-by-Wire
• Trasmissione: cambio 6 marce con Ducati Quick Shift up/down
• Frizione: multidisco in bagno d’olio con comando idraulico

CICLISTICA

• Telaio: traliccio in tubi di acciaio
• Forcella: KYB a steli rovesciati Ø48 mm, con cartuccia chiusa completamente regolabile e con trattamenti Kashima Coating sui foderi e DLC su steli
• Monoamm.: KYB, pistone Ø 46 mm, completamente regolabile
• Forcellone: bi-braccio in alluminio
• Freno ant.: 2 dischi semiflottanti Ø 320 mm con campana in alluminio
• Freno post.: disco Ø 265 mm, pinza Brembo flottante a 2 pistoncini, Bosch Cornering ABS 
• Pinze: Brembo monoblocco ad attacco radiale a 4 pistoncini, Bosch Cornering ABS
• Strumentazione: Display TFT da 5”

Dimensioni e pesi 

• Peso senza carburante: 211 kg 
• Altezza sella: 910 mm 
• Luce a terra: 280 mm 
• Interasse: 1625 mm 
• Inclinazione cannotto: 27,6° 
• Avancorsa: 122 mm 
• Capacità serbatoio: 21 l

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