BETA ALP 4.0

BETA ALP 4.0

La famiglia Beta si allarga con due modelli inediti nel settore on-off e scrambler. Ispirandosi alla storica Beta Alp, le officine Betamotor hanno pensato e sviluppato due versioni completamente nuove, Beta Alp 4.0 e Alp X.

Ma innanzi tutto cosa è la Beta Alp?
Non è un modello da Trial, non è una motocicletta da Enduro e nemmeno una moto stradale. Allora cosa è?
È una moto semplice, bella e distintiva, capace di far divertire sia su strada che in off-road.

La Alp 4.0 si rivolge ai praticanti di off-road e si presenta come una moto agile e facile da guidare, adatta per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del fuoristrada in modo semplice e poco impegnativo.
Una motocicletta adatta all’utilizzo quotidiano, ma anche per affrontare viaggi più impegnativi su asfalto e in fuoristrada.
Il layout generale è curato, con plastiche avvolgenti e linee accattivanti.
Le ruote sono quelle tipiche delle moto da Enduro con 21 pollici all’anteriore e 18 al posteriore.


Gli pneumatici sono rigorosamente tassellati, dettaglio che ne identifica la chiara appartenenza al mondo del fuoristrada, ma che non le impedisce di essere divertente anche per le strade di città. Insomma una “tuttofare” sincera, adatta per l’uso quotidiano e perfetta per piacevoli weekend in fuoristrada.
Noi che siamo Enduristi “dalla pelle al cuore” vi parleremo del modello 4.0 che Betamotor ci ha messo a disposizione.

La nuova Beta ALP si presenta come un mezzo affidabile e ben costruito, adatto ai giovani ragazzi con la patente A2 in cerca di una prima moto e ai motociclisti esperti che ricercano un mezzo semplice e pacato nei consumi.
La Beta Alp si rivela particolarmente adatta anche ad un pubblico femminile in cerca di una moto non eccessivamente alta (infatti l’altezza sella è di 865 cm da terra) e nemmeno pesante, ideale per tutti gli amanti del fuoristrada leggero alla ricerca di un mezzo equilibrato e divertente.

> Beta Alp 4.0 nel dettaglio

Entrambi i nuovi modelli Beta Alp sono equipaggiati con un motore 350 cc sviluppato in una collaborazione tra i tecnici Betamotor e quelli del marchio Tayo Motorcycles, progetto sviluppato appositamente per questo modello. Il propulsore è ad iniezione elettronica e capace di erogare fino a 35 cavalli a 9500 rpm.

Per sfruttare tutta la potenza e la coppia disponibile il motore è stato equipaggiato con un cambio a 6 rapporti e garantisce una velocità massima di oltre 135 km/h.
Grazie a i consumi ridotti e al serbatoio da 11 litri, la nuova Alp vanta una buona autonomia che permette di affrontare anche lunghi percorsi in fuoristrada lontani dalle stazioni di servizio.

> Veniamo ora alla Ciclistica.
Il telaio è perimetrale in acciaio con motore appeso e finitura nera.
Sia la forcella anteriore che il mono ammortizzatore, hanno un setting in grado di assicurare il massimo divertimento, con un occhio di riguardo per quello che concerne aspetti come la comodità e il comfort alla guida.
La sella risulta estremamente comoda sia per chi è alla guida sia per il passeggero. Anche le pedane sono state studiate nel dettaglio e sono previste di un inserto in gomma rimovibile, così da garantire il massimo comfort su strada e il massimo grip in off!

Entrambi i modelli Alp 4.0 e Alp X, sono omologate per passeggero e le comode maniglie posteriori e le pedane ausiliarie, insieme all’ampia sella offrono comfort anche con ospite in sella. Entrambi i modelli sono equipaggiati con un disco da 290 mm all’anteriore e 220 mm al posteriore, con pompe e pinze dei freni marchiate Nissin, che assicurano potenza e modulabilità in ogni condizione.
La dotazione di serie comprende inoltre due modalità di guida chiamate “On road” e “off-road”.
Un occhio sempre attento all’aspetto sicurezza, grazie al sistema di ABS BOSCH disinseribile a piacimento, nella modalità di guida “off-road”.


La nuova Beta ALP si presenta come un mezzo affidabile e ben costruito, adatto ai giovani ragazzi con la patente A2

> Il test con la Beta Alp 4.0

Come spesso accade noi puristi dell’Enduro storciamo un po’ il naso davanti a modelli di motociclette che escono un po’ dai canoni standard.
In realtà il mondo del fuoristrada può essere interpretato in diversi modi e la Beta Alp 4.0 ne è la chiara dimostrazione.

Sono rimasto personalmente incuriosito sin da subito da questo modello, anche se la mia prima impressione è stata quella di aver davanti non una moto ma bensì un giocattolo.
Sarà per le piccole dimensioni o perché la forma della maschera portafaro mi riporta alla mia infanzia, in quanto assomiglia tanto alla testa di un robot degli anni ’70.
Ricordate i robottoni?
Gigantesche creature meccaniche partorite dalla sfrenata immaginazione degli autori di manga e cartoni giapponesi? Personalmente apprezzo di più il fanale in stile classico del modello “X”, piuttosto che quello futuristico della “4.0”.

La Beta ALP è da sempre considerata una moto tuttofare ed ora è tornata in una veste totalmente
nuova!


Un giocattolo finché non sono salito in sella ed ho potuto apprezzarne la fruibilità e potenza del propulsore.
La prima parte del nostro test si è svolta su strada con passeggero a bordo. La bellissima giornata primaverile è stata complice perfetta del mio week-end in moto dove in sella alla Alp 4.0 ho potuto apprezzare la facilità ed il comfort durante la guida. Divertente anche su asfalto con un motore lineare e mai scorbutico, potente quel che basta per divertirsi su strada. Le dimensioni rastremate la rendono perfetta per affrontare i tornanti in velocità, la domino durante la guida, la sento mia.
Agilissima nei cambi di direzione sa infondere da subito tanta fiducia, al punto che anche con le gomme tassellate (grazie ad un tassello non toppo alto) riesco a fare delle belle pieghe in piena sicurezza.


L’inserimento dell’ABS può essere controllato dalla spia presente nella strumentazione LCD,

Abbandonato il passeggero, dopo diversi chilometri con la coda dell’occhio noto una strada bianca che sale alla mia destra. Incuriosito lascio il tratto asfaltato e cominciamo a risalire una strada inghiaiata che pian piano si trasforma in una mulattiera.
Sono ancora ben visibili i sassi posizionati tanti anni fa per poter transitare con carri trainati da muli. La strada diventa sempre più dissestata, oltrepasso un antico borgo e raggiungiamo un cimitero abbandonato.
Da qui in poi diventa difficile proseguire in quanto la strada è distrutta, impossibile da percorrere con una moto stradale.
Ma io sto guidando una Beta Alp 4.0 e decido di osare. Inserisco la modalità Off-Road, disattivo l’ABS e mi approccio titubante alla mulattiera. Metro dopo metro però, scopro con grande sorpresa di avere sotto il sedere un mezzo incredibile.

La Alp 4.0 grazie alle ruote da 21 pollici all’anteriore e 18 al posteriore, è in grado di affrontare qualsiasi ostacolo.
Preferisco guidarla in piedi come sono abituato, anche se risulta un po’ piccolina. Anche stando seduto comunque, riesco a superare i punti più tecnici del percorso.
Non trovo difficoltà nella guida divertendomi tra sassi piantati, smossi e avvallamenti di ogni tipo, affrontati a bassa velocità in stile Trial.
Utilizzo principalmente la prima e la seconda marcia ma più capisco quello che questa moto mi permette di fare e più la velocità aumenta.
Arrivo persino al punto di riuscire a fare alcune salite decisamente ripide, che solitamente affronto con la mia Enduro.
La forcella non è regolabile ma in verità, viste le basse velocità con cui affronto il tratto off-road, non ne avverto la reale necessità anzi…
Le sospensioni lavorano entrambe molto bene.

Per fruibilità del motore, facilità di guida e dimensioni ridotte, la Beta Alp 4.0 si presta in particolar modo per chi è alla ricerca di un mezzo leggero e poco impegnativo, divertente su strada quanto in off-road.


Un piccolo difetto che mi ha limitato nel tentare alcuni passaggi enduristici più complessi è il passaggio dello scarico sotto il propulsore.
Infatti non è protetto dal paramotore e rimane decisamente esposto agli urti, limitando anche la luce a terra, stimata a 270 mm.
Altro dettaglio migliorabile è la posizione del portatarga. Anche se il braccetto che regge le luci direzionali e appunto la targa, sembra essere robusto e ben costruito, ritengo che in alcune situazioni di fango pesante possa danneggiarsi. Anche il parafango basso in situazioni di molto fango potrebbe rivelarsi un problema.
Mi sono chiesto quanto sarebbe bello poter scegliere l’altezza del parafango anteriore in base al percorso che affrontiamo.
Ottimo invece l’impianto frenante firmato Nissin, incisivo ma sempre modulabile.


Dopo 15 minuti di fuoristrada ho risalito un’intera montagna, costeggiando crinali panoramici e percorrendo stretti sentieri.
Una volta arrivato in cima mi sono tolto il casco e ho goduto del bellissimo paesaggio immerso nel silenzio della natura che questa Beta Alp 4.0 mi ha permesso di raggiungere.

Ora la domanda viene spontanea.
Quale altro modello di motocicletta, può permetterci di partire da casa in moto, di divertirci su asfalto e di avventurarci su percorsi enduristici anche decisamente complicati, con estrema facilità?
Da sottolineare la vasta gamma di accessori disponibili come i paramani, le borse laterali e il bauletto.
Il prezzo poi è la ciliegina sulla torta in quanto si aggira sotto i 6.000 euro. |

SCHEDA TECNICA

MotoreCiclistica
• Propulsore: monocilindrico, 4 tempi da 348 cc,
raffreddato a liquido, bialbero a camme in testa
• Alesaggio: 84,5 mm
• Corsa: 62,0 mm
• Corpo farfallato: ø44 mm
• Alimentaz.: iniezione elettronica Elldor
• Avviamento: Elettrico
• Lubrificazione: forzata con pompa
• Accensione: elettronica
• Frizione: dischi multipli in bagno d’olio
• Cambio: 6 velocità
• Consumo: l/100 km 3,51
• Emissioni: Co2 [g/km] 83
• Telaio: perimetrale in acciaio con motore appeso
• Interasse: 1440 mm
• Lunghezza massima: 2200 mm
• Larghezza massima: 820 mm
• Altezza massima da terra: 1220 mm
• Altezza sella: 865 mm
• Luce terra: 270 mm
• Peso a secco: 140 kg
• Capacità serbatoio: 11,0 l.
• Sospensione anteriore: forcella idraulica con steli ø43 mm
• Sospensione post.: monoammortizzatore con regolazione del precarico molla
• Corsa ammortizzatore: 86 mm
• Escursione ruota anteriore: 185 mm
• Escursione ruota posteriore: 195 mm
• Freno anteriore: disco ø290 mm
• Freno posteriore: disco ø220 mm
• Cerchio anteriore: 1,85 x 21″
• Cerchio posteriore: 2,50 x 18″

I COLORI

• Alp 4.0: White; Red
• Alp X: Grey; Dark Grey

PREZZO AL PUBBLICO: € 5.790

AUTORI:

Testo: Rodolfo Maraldi
Foto: Rodolfo Maraldi e Matteo Lepri

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