Test Fantic XE 300 2024

Test Fantic XE 300 2024

Si è fatta attendere più a lungo del dovuto ma poi è arrivata. Parliamo della nuova Fantic XE 300 ad iniezione elettronica, definita la due tempi più avveniristica del mercato Enduro.

Un concentrato di tecnologia e novità quello racchiuso dentro questa 300 Enduro, dove al suo interno pulsa un cuore tutto italiano. Il propulsore infatti è stato sviluppato, testato e prodotto in Italia dalla Motori Minarelli, con iniezione elettronica, avviamento elettrico e gestione elettronica della valvola di scarico. Ma non solo, la Fantic XE300 vanta un telaio in alluminio ed è l’unica due tempi con sistema Traction Control multilevel, regolabile su 10 livelli di potenza.
Ma andiamo con ordine, sul numero 87 l’abbiamo provata durante la presentazione insieme al modello 310. Anche se siamo riusciti a farci un’idea, abbiamo deciso di proporvi un test più approfondito vedendola più da vicino e guidandola in situazioni di vero Enduro come mulattiera e fettucciato. Ma non solo, si sa che il segmento 300 due tempi è il modello più utilizzato nell’Hard Enduro, per cui abbiamo voluto metterla alla prova anche in questa situazione per potervi dare una panoramica completa del modello.

Prima di descrivervi come va, vorremo a parlarvi delle caratteristiche principali e della dotazione di serie di questa purosangue. Partiamo dalla ciclistica.
La XE 300 utilizza un telaio di alluminio a semi doppia culla, di derivazione Yamaha YZ. Questo telaio è un progetto datato 2005 ma da sempre apprezzatissimo sia dagli amatori che dai piloti professionisti e ritenuto uno dei migliori da sempre. Come le sorelle della gamma enduro, la XE300 conferma le sospensioni Kayaba con forcella SSS da 48mm a cartuccia chiusa completamente regolabile sia in compressione che in ritorno, così come il mono ammortizzatore. Le sovrastrutture sono tutte realizzate da Fantic per quanto concerne le plastiche e la colorazione, curata ed accattivante, così come la parte elettrica. L’accesso diretto al filtro dell’aria non avviene rimuovendo la sella ma dal comodo accesso laterale ad incastro.

Altra caratteristica intelligente è la posizione del serbatoio dell’olio per il miscelatore automatico, che è integrato a quello della benzina.

L’impianto di raffreddamento è stato totalmente rivisto rispetto ai modelli precedenti ed ora ha radiatori più capienti in modo da garantire il mantenimento delle prestazioni anche nelle fasi di maggior surriscaldamento del motore. Nonostante i radiatori “maggiorati”, i convogliatori mantengono una linea stretta ed ergonomica.
Altra caratteristica di pregio è l’adozione di un impianto frenante idraulico di pompe e pinze marchiato Nissin, da sempre riferimento del settore.
Manubrio a piega bassa Reikon, comando del gas della Domino, cerchi in alluminio neri della Takasago Excel e pneumatici Metzeler Six Days Extreme come primo equipaggiamento.
Questa Fantic XE300 si è fatta attendere ma è stata curata sotto ogni aspetto.
Lo si evince anche dai dettagli, da come sono stati curati i passaggi dei cavi elettrici e dei tubi idraulici. Tutto è molto ordinato e razionale. Fanno bella mostra di sè la maschera portafaro con una luce a led, la cover della sella dall’ottimo grip, i carter in magnesio, lo scarico Arrow e le curate ed innovative pulsantiere al manubrio di cui vi parleremo dopo. Come avrete capito dalla componentistica di serie presente su questo modello, siamo di fronte ad un progetto pensato e sviluppato per il mondo delle competizioni. Ma siamo solo all’inizio perché ora viene la parte più interessante, quella cioè dedicata al propulsore e all’elettronica.

Il motore

Il cuore di questa XE300 firmato Motori Minarelli, un propulsore compatto, altamente tecnologico ed estremamente performante, (dichiarati 50 cavalli a 8.500 rpm). Il sistema che alimenta questo propulsore è ad iniezione elettronica indiretta con due iniettori posti a monte del corpo farfallato (simile alle nuove TBI del gruppo KTM) realizzata da Dell’orto e sviluppata in collaborazione con Athena GET.
La valvola allo scarico è elettronica, permettendo una curva di coppia piena e vigorosa ad ogni regime. Anche l’avviamento elettrico è stato realizzato da Minarelli, preciso e immediato si dimostra grintoso e privo di incertezze. La frizione è idraulica ed utilizza una pompa Brembo con attuatore dell’italiana STM.
Il propulsore della XE300 è un progetto completamente nuovo e non mantiene nulla del vecchio progetto Yamaha YZ, se non la medesima posizione degli attacchi al telaio. Il motore Yamaha infatti non era provvisto nè di avviamento elettrico e nemmeno di frizione idraulica, per cui è stato deciso di partire da zero con un progetto totalmente nuovo.

Nonostante non sia provvista di contralbero è priva di vibrazioni.
Per fare questo molta attenzione è stata posta alla creazione di un pistone alleggerito.

Altra novità che distingue questo modello 300 due tempi dagli altri presenti sul mercato è l’adozione di un cambio a 5 rapporti e trasmissione finale 14-50. Questa scelta è stata voluta dai tecnici Fantic e dal pilota Davide Guarneri che ha partecipato allo sviluppo. In un’ottica racing infatti, si è ritenuto che il cambio a cinque rapporti sia migliorativo rispetto al sei. Ora veniamo alla parte elettronica, altra grande novità di questa Fantic XE300. Sulla parte destra del manubrio troviamo una bella pulsantiera per l’avviamento e lo spegnimento. Sulla parte sinistra un’altra pulsantiera dall’aspetto davvero curato ed innovativo, gestisce più funzioni. In primis la possibilità di selezionare due differenti mappe di erogazione con la novità di poter associare ad entrambe il sistema Traction Control Multilevel. Il sistema TC è ormai da qualche anno un must sulle motorizzazioni quattro tempi ma ancora non si era visto applicato su un propulsore due tempi. Il sistema realizzato da Fantic inoltre, vanta la possibilità di regolare l’invasività del controllo di trazione su ben 10 livelli. Importante studio è stato riservato anche alla funzionalità e al design di questa pulsantiera che, con spazi ridotti e un design minimal, è in grado di segnalarci grazie ad un sistema di luci a led, il livello di impostazione del controllo di trazione.

ENDURO – come va?

Rodolfo Maraldi

Il nostro primo test è stato quello di guidare la Fantic XE 300 in situazioni di Enduro quali mulattiere e fettucciato. Appena salito in sella ho avvertito da subito una buona impressione di questa XE 300. Buona l’ergonomia generale con una spugna della sella poco cedevole. Bella la piega bassa del manubrio Reikon in un’ottica racing, forse meno indicata per il giretto domenicale con amici. Comunque sia è questione di gusti personali. Bellissima la pulsantiera a sinistra per la selezione delle mappature e la gestione del TC Multilevel è un oggetto di vero design. La forma allungata e la posizione però, anche se comoda per l’utilizzo rimane un po’ esposta alle cadute. Rabbrividisco al solo pensiero di poter grattare una pulsantiera così sofisticata su un sasso in seguito ad una caduta. I due pulsanti per la regolazione del Multilevel inoltre, sono posizionati proprio in basso, quindi ancora più esposti agli urti. Personalmente creerei una protezione dedicata o sposterei la pulsantiera in una posizione più riparata anche se sicuramente più scomoda all’utilizzo.
Il computer di bordo è posizionato a destra, quindi decentrato rispetto al manubrio e alla maschera portafaro. Questo è un dettaglio che un po’ mi infastidisce!
Spingo il bottone dell’avviamento e la risposta è impressionante. Qui si avverte che c’è davvero qualcosa di nuovo nell’aria. Non avevo mai sentito tale reattività e prontezza dell’avviamento, associato ad un sound metallico ed accattivante. Mi piace tantissimo, mi inebria.
Il motore gira forte e senza indugi, mostra un’erogazione pulita e libera a salir di gire. Gioco un po’ con l’acceleratore e la risposta al comando è particolarmente pronta e reattiva.
Non ho ancora fatto un metro su questa XE300 ma già si percepisce l’uso per cui è stata concepita, ossia gareggiare. Innesto la prima marcia e muovo i primi metri. La prima marcia è lunga e la frizione precisa e modulabile. Affronto un percorso classico di Enduro con un fondo secco su mulattiere ricche di sassi appuntiti e che si spostano sotto le ruote ad ogni mio passaggio. Devo abituarmi un po’ con la rapportatura del cambio e la piega bassa del manubrio ma è questione di pochi minuti. Più guido questa motocicletta e più provo gusto.

La risposta all’acceleratore è immediata, sale di giri velocemente mostrando un motore molto potente e dall’erogazione tonda, lineare e pulita. Un po’ sottotono ai bassi regimi ma corposo e lineare da metà in su con una bella coppia. Il reparto sospensioni è di riferimento ma per ottenere il massimo dobbiamo spingere sull’acceleratore. Il setting è di livello, non sto guidando una motocicletta concepita per avere comfort ma per trovare il tempo in Prova Speciale. La rigidità del telaio in alluminio, associato ad un manubrio a piega bassa e ad una forcella a cartuccia pressurizzata, rendono il setting generale piuttosto sostenuto. Affronto una mulattiera difficile sia in discesa che in salita più volte e ad ogni passaggio aumento il ritmo in quanto la XE 300 me lo permette. Mi accorgo infatti che con più velocità affronto la pietraia e più questa 300 rimane stabile e mi trasmette fiducia e buone sensazioni. Decido di sfrenare un po’ sia il mono che la forcella intervenendo sui registri. Alle mie modifiche la XE300 risponde bene, diventa già più confortevole, sfruttabile e meno impegnativa rimanendo comunque precisa e affilata come un rasoio.
La XE 300 mi permette di metterla dove voglio. Posso puntare un canale ed inserirci con precisione chirurgia la ruota anteriore senza difficoltà.
Il sound emanato dal silenziatore Arrow poi trasmette pura adrenalina. Con questa XE300 si può davvero giocare in sella, il telaio Yamaha dimostra nonostante l’età di essere ancora oggi di riferimento del settore e la prontezza del motore Minarelli è inebriante. Unica nota negativa è il limitato raggio di sterzo e purtroppo non regolabile, che mi mette un po’ in difficoltà ogni volta che devo girarmi nello stretto sentiero. La curiosità del TC Multilevel mi porta invece in un’ampio fettucciato. Discesa al cardiopalma con ampia curva a sinistra in contropendenza e veloce rettilineo in salita, bucato e polveroso. La prima prova è con il TC disattivato. Eseguo la discesa, imposto la curva ed in uscita spalanco il gas.
Quanta potenza a disposizione!
Per uscire forte dalla curva in seconda marcia devo aiutarmi un po’ con la frizione ma poi da metà in su questo propulsore è un missile.
Sento il retrotreno partire sulla polvere per il fondo con poca aderenza e devo parzializzare con l’acceleratore.
Poi appena la ruota posteriore acquista grip, l’avantreno tende ad alzarsi e ancora una volta devo dosare la potenza con l’uso della frizione.
Mi fermo ed imposto il TC su livello 10, ossia con il massimo dell’invasività. Ripeto la curva. Discesa, staccata, butto la seconda marcia, mi siedo e mollo tutto in percorrenza di curva. In uscita aiutandomi con la frizione per salire di giri spalanco il gas. Con sorpresa ora la moto è gestibile, il TC fa il suo lavoro. Non è che la moto non va, tende a salire forte ma senza sentire la ruota posteriore perdere aderenza. Tutto è “controllato” nonostante tengo il gas ben aperto ed il gesto atletico si rivela più composto e meno sporco.
Poi in accelerazione e con la moto dritta la cavalleria si sprigiona e sento l’avantreno sollevarsi leggermente.
Ho personalmente voluto provare i due estremi per capire bene la differenza di erogazione tra il TC disinserito e quello impostato sul massimo livello. La risposta è stata molto interessante anche se credo che per le condizioni in cui mi trovo, il massimo della funzionalità sarebbe quella impostata a circa livello 4, cioè invasivo ma non troppo.
Ritengo davvero molto interessante questo TC Multilevel applicato sui due tempi, oltre che essere una novità assoluto credo possa aiutare molto nelle condizioni di terreni con poca aderenza.

HARD ENDURO – Come va?

Claudio Casavecchia

Ciao a tutti sono Claudio e sono un appassionato di Enduro Estremo.
Oggi siamo in una zona molto tecnica dove mi alleno di solito con la mia moto da Enduro e anche con quella da Trial. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla nuova Fantic XE300, bella esteticamente, con componentistica di riferimento e con tutti gli accessori indispensabili per praticare Enduro.
Il sound è bellissimo, un po’ metallico e anche con quel pizzico di ignoranza che a noi appassionati non passa inosservata.
Nota di pregio è l’impianto frenante Nissin che personalmente adoro.
Ottima anche la frizione idraulica con un comando Brembo e attuatore STM. Personalmente in un’ottica di Enduro Estremo ritengo che l’attuatore in questione sia un po’ troppo esposto agli urti. Nell’Hard Enduro come sapete capita spesso di urtare sassi o di lanciare la moto.
Non dovrebbe succedere ma è frequente e l’attuatore sporgendo troppo non ha una protezione adeguata. In caso di rottura la nostra gara è finita, così come il giro con gli amici. Detto questo mi sono molto divertito in sella, con un motore che sembra quasi a carburatore, brillante nel veloce e molto divertente.
Ai bassi regimi non ha quella corposità che mi piacerebbe in un’ottica sempre di utilizzo nell’Enduro Estremo, in quanto è la disciplina che pratico. Se fosse la mia moto personale interverrei su diversi fattori per cucirmela addosso, come d’altronde è necessario fare con ogni motocicletta che si acquista e con la quale si voglia fare Hard Enduro. Per esempio il raggio di sterzo è limitato e purtroppo non regolabile, per aumentarlo quindi dovrei intervenire limando le piastre nei punti di appoggio al telaio. Avendo un cambio a cinque marce la rapportatura risulta essere un po’ troppo lunga, partirei quindi con sostituire il pignone di serie da 14 denti con uno da 13, questo per avere una motocicletta più pronta ai bassi.
Anche le sospensioni sono un po’ troppo sostenute, sicuramente perfette per l’Enduro ma per l’Estremo serve una forcella ed un mono più “liberi” e che ci permettano di avere nel complesso una motocicletta più agile. Nel nostro test abbiamo sfrenato molto sia il mono che la forcella, ottenendo già un ottimo compromesso. Bello il telaio in alluminio ma questo si sapeva essendo quello che equipaggiava la storica Yamaha YZ.
Mi è piaciuto anche il sistema TC Multilevel che non solo funziona, ma sul fondo secco con polvere come quello della nostra prova è risultato anche molto divertente. Ho sentito anche l’avantreno un po’ pesante e poco agile, problema che abbiamo risolto allentando un po’ la vite del canotto di sterzo che probabilmente era un po’ troppo serrata. Nel complesso credo che questa Fantic XE300 sia una bellissima moto e con un potenziale altissimo. Sarei davvero curiosa di poterla vedere gareggiare in sella ad un bravo pilota nel campionato italiano di Enduro Estremo e perché no, in qualche tappa del campionato del mondo. Brava Fantic e Motori Minarelli, finalmente una voce fuori dal coro dalla personalità unica e ricca di aspetti davvero innovativi per il settore.

Conclusioni

Insomma non manca nulla su questa Fantic XE300 che oltre a quello descritto vanta come primo equipaggiamento, componentistica come la ventola di raffreddamento, la protezione del motore, i paramani, la protezione del disco e quella della pinza posteriore, solo per citarne alcuni. Il prezzo poi è la ciliegina sulla torta in quanto nonostante vanti numerosi accessori e la miglior componentistica presente sul mercato, si aggira intorno ai 10.390 euro.

DATI TECNICI

  • MOTORE
  • Tipologia: monocilindrico 2 tempi raffreddato a liquido con valvola a controllo elettronico allo scarico 
  • Cilindrata: 292,9 cc
  • Iniezione: indiretta doppio iniettore
  • Alesaggio: 72.0 mm 
  • Corsa: 72.0 mm
  • Rapporto di compressione: 11,5:1
  • Avviamento: starter elettrico
  • Lubrificazione: miscelatore
  • Trasmissione: 5 marce
  • Frizione: multidisco in bagno d’olio con comando idraulico (attuatore STM – pompa Brembo)
  • CICLISTICA
  • Telaio: in alluminio a semi doppia culla
  • Inclinaz. cannotto di sterzo: 27.7°
  • Avancorsa: 122 mm
  • Telaietto posteriore: in alluminio
  • Forcellone: in alluminio a sezione variabile e leveraggio progressivo
  • Cerchi: 21×1.60 – 18×2.15
  • Pneumatici: 90/90×21 – 140/80×18
  • Freni: disco idraulico ø270mm – disco idraulico ø240mm
  • Sospensione anteriore: KYB ø48 mm, completamente regolabile, escursione 300 mm
  • Sospensione posteriore: KYB, completamente regolabile, escursione 315 mm
  • Lunghezza: 2200 mm
  • DIMENSIONI
  • Lunghezza: 2200 mm 
  • Larghezza: 825 mm
  • Altezza sella: 970 mm
  • Interasse: 1485 mm
  • Peso (senza benzina – altri liquidi inclusi): 107kg
  • Quantità olio motore: 0.8 l
  • Capacità serbatoio: 9.0 l 
  • Doppia mappatura con switch a manubrio: hard/soft
  • Traction control: multilevel
  • Fanali: full Led
  • Batteria: al Litio

Testo e foto: Rodolfo Maraldi

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